Umani Ronchi

Di proprietà della famiglia Bianchi-Bernetti, l’azienda fu fondata nel 1957 da Gino Umani Ronchi a Cupramontana, distinguendosi, fin dagli inizi, come grande interprete dei due vini marchigiani più rappresentativi, Verdicchio e Rosso Conero.

Potenziata la cantina di Castelbellino, destinata alla vinificazione del Verdicchio, viene inaugurata, nel 1969 ad Osimo, la nuova sede con annessa cantina adibita alla lavorazione del Rosso Conero, all’imbottigliamento e stoccaggio dei vini.

Negli anni successivi, l’azienda si rende conto di come il panorama enologico marchigiano è dominato dal Verdicchio, che da un lato incontrava i favori dei mercati internazionali, ma dall’altro metteva in ombra gli altri vini, in particolare quelli rossi, che la stessa Umani Ronchi produceva. La necessità di valorizzare questi ultimi, ha motivato la decisione di investire fortemente nel miglioramento qualitativo dell’intera filiera produttiva allargando, di conseguenza, il ventaglio dei vini proposti.

Contemporaneamente viene rinnovato il ruolo del Verdicchio, grazie alla realizzazione di Cru e Riserve, capaci di competere con i migliori vini bianchi, primo tra tutti il Casal di Serra prodotto dal 1983 seguito, nel 1985, dal Villa Bianchi. Nello stesso tempo inizia la produzione di altre Doc regionali come il Bianchello del Metauro e la Lacrima di Morro d’Alba.

Con l’inizio degli anni ’90 Massimo Bernetti, affiancato dal figlio Michele, continua a migliorare la qualità dei suoi vini, acquista i migliori terreni vitati e contemporaneamente si consulta con esperti ed istituti accademici per scoprire le più evolute tecniche enologiche.

Attualmente la proprietà comprende una superficie di 200 ettari, fra Marche e Abruzzo, valorizzati dai vitigni autoctoni ma coltivati anche con i più rappresentativi vitigni internazionali come Chardonnay e Merlot. Il più clamoroso risultato di tanta passione è il Pèlago annata 1994.

Fiore all’occhiello dell’Azienda è la Bottaia, la quale è stata edificata presso la sede di Osimo, e progettata scavando la collina sottostante al vigneto. Essa si presenta con una linea modernissima caratterizzata da pilastri d’acciaio inclinati e soffitti in pendenza per assecondare le spinte del terreno sovrastante.

Da millenni la vite prospera in questo ambiente, favorita da lunghe ore di sole che si alternano a notti fresche e da brezze marine del Mar Adriatico, che mitigano le asperità dei mesi più freddi. 

Regione dalla spiccatissima vocazione vinicola, le Marche possiedono terreni sciolti e calcarei per i vitigni a bacca rossa, argillosi e di medio impasto per i vini bianchi, combinati con un microclima tra i più miti e generosi.