Paternoster

Sin dagli inizi del secolo scorso, la famiglia Paternoster si è dedicata costantemente alla vitivinicoltura del Vulture. Nonno Anselmo, primo artefice del successo di casa, raccogliendo la nobile arte di vignaiolo da suo padre, decide nel 1925 (data ancora ben visibile sul portone dell’azienda), di destinare alla vendita, le prime bottiglie di Aglianico, sino ad allora prodotte per consumo familiare ed amichevole. Alcuni esemplari d’etichette, foto ed altro materiale d’epoca sono ancora gelosamente custodite. Fu questo l’inizio, quasi involontario, di una decorosa attività, oggi giunta alla terza generazione, in assoluto rispetto della tradizione, del contesto storico del luogo e dell’ambiente.

La nuova cantina sorge in contrada Valle del Titolo, all'interno del podere “Villa Rotondo” di proprietà familiare a Barile. Un progetto ambizioso, che consacra e proietta l’azienda verso nuove mete, ma che, ancora di più, affonda le radici nel territorio e nella tradizione.
Concepita su due piani: il primo, tra cristalli, rame e legno lamellare, adibito ad accoglienza ed uffici, offre un colpo d’occhio di bellezza struggente tra vigneti ed uliveti dominando tutta la valle; il secondo, interrato, ospita gli impianti di pigiatura e vinificazione, l’imbottigliamento ed una parte dell’affinamento composto da barriques e grandi tine di rovere pregiato.
Qui i “Vulture”, vinificati tutti in purezza, sostano sino allo svolgimento totale della fermentazione malolattica. Le basi destinate a proseguire l’invecchiamento, tra cui Don Anselmo e Rotondo, vengono trasferite nella cantina storica in paese, accolte da un fresco e buio naturale generato dal tufo vulcanico, tra altre barriques e botti grandi.