Guido Berlucchi

Franco Ziliani, giovane ed entusiasta enologo appena diplomato alla Scuola enologica di Alba e consulente per alcune cantine del territorio, scorse in Guido Berlucchi la figura ideale per l’avventura di gusto che avviò la “rivoluzione” enologica della Franciacorta.
Nel 1961, dopo alcuni infruttuosi tentativi, Ziliani sigillò tremila bottiglie di Pinot di Franciacorta: il vino si rivelò ottimo all’assaggio, e questo lo convinse a bissare l’anno seguente imbottigliando anche Max Rosé, metodo classico creato ad hoc per un amico di Berlucchi, il raffinato Max Imbert, e primo spumante rosé d’Italia. Nelle decadi seguenti, Berlucchi è stato assunto a spumante italiano per antonomasia, vino della festa e del piacere quotidiano, del brindisi e del “tutto pasto”. L’attenzione verso il nuovo marchio aumentava, e nel 1977 Pinot di Franciacorta diventò Cuvée Imperiale.

La vigna Berlucchi in Franciacorta copre circa 500 ettari di territorio, tra proprietà e conferimento, una porzione importante viene condotta con l’ausilio delle tecniche dell’agricoltura di precisione.
L’alta densità di ceppi per ettaro, unita alla potatura a cordone speronato, all’inerbimento mirato e al diradamento prevendemmiale, consente di ottenere pochi grappoli di grande qualità.
Con il progetto "Mille 1 vigna" si è creato un programma di zonazione, ossia la suddivisione del territorio in aree omogenee, che era stato intrapreso dal Consorzio Franciacorta; questo ha permesso di classificare in modo preciso tutti i vigneti da cui provengono le uve.
I dati, arricchiti dalla mappatura aerea a infrarossi, permettono operazioni in campo mirate e vendemmie, ovviamente manuali, scaglionate in base all’effettiva maturità delle uve.

In cantina, si fa fede sul patrimonio intangibile dell’esperienza e su tecnologie d’eccellenza che permettono la massima valorizzazione delle uve. Nell’inverno seguente alla vendemmia iniziano le “prove di cuvée”: oltre duecento basi sono degustate per stabilire le personalità dei futuri Franciacorta. Dopo l’imbottigliamento, le cantine storiche custodiranno le bottiglie dai diciotto ai sessanta mesi: il tempo della rifermentazione e del successivo affinamento sui lieviti.
Le stesse cure che l’azienda riserva ai vini, coinvolgono l’ambiente intorno ad essa, riducendo l’impatto ambientale della loro produzione.

Essere Berlucchi significa avere la responsabilità del metodo classico più noto di sempre, Cuvée Imperiale, e rappresentare lo stile italiano in oltre trenta nazioni.