Feudi Del Pisciotto

Feudi del Pisciotto in passato è stato uno dei più grandi feudi della Sicilia. In tempi moderni, questa roccaforte è stata in una cantina dall'indubbio fascino siciliano, in quanto situata proprio nel cuore dell'isola, a pochi km da Piazza ArmerinaCaltagirone, Ragusa e Noto. Grazie al lavoro pionieristico di alcune grandi famiglie d’imprenditori siciliani, alle preziose collaborazioni di un genio come l'enologo Giacomo Tachis, così come all’impegno dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino, la vitivinicoltura dell’isola ha avuto un vero e proprio rinascimento e Feudi del Pisciotto sta trasmettendo il suo contributo. Oggi Feudi del Pisciotto fa parte del Gruppo Domini Castellare di Castellina e rappresenta la prima azienda siciliana, affinancando i marchi toscani di Castellare di Castellina e Rocca di Frassinello.

L’antico fabbricato in cui sorge la cantina comprende il Palmento, dal termine latino Paumentum, riferito all’atto di pigiare qualcosa. Pigiare appunto l’uva, in vasche che poi lasciano scendere il mosto per caduta, come si è accertato oggi essere la tecnica migliore. Restaurato senza nessuna modifica dell’esistente, il Palmento è collegato a una moderna cantina costruita per vinificare fino a 10mila ettolitri con la tecnologia più avanzata. Fanno parte della riconversione anche un wine-relais e un ristorante sopra la barricaia visibile per il pavimento in vetro, realizzati in una parte del Palmento e del Baglio.

Le nuove vigne della cantina (44 ettari piantati a partire dal 2002) si trovano a circa 250 metri di altezza e a 5 km in linea d’aria dal mare, benenficiando, quindi, di due moderatori climatici: l’altezza, dove arrivano le brezze marine e il grande compensatore della temperatura che è il mare stesso. Intorno all’edificio del Feudo, che confina con la Riserva del Pisciotto ricca di sughere e di alcune centinaia di diverse essenze, sono stati reimpiantate le vigne con le principali varietà autoctone (dal Nero d’Avola al Frappato) e con alcune varietà internazionali come il Merlot, il Cabernet, ma anche il Pinot nero, il Semillon che insieme al Gewürztraminer è destinato alla produzione di un vino passito eccezionale, secondo un’intuizione geniale di Giacomo Tachis in armonia con Alessandro Cellai (enologo e direttore generale dell’azienda).

La prima vendemmia è stata quella del 2007, che nonostante la giovane età delle viti ha dato risultati straordinari per tutte le varietà, tanto da valutare l'idea di sposare il vino con la grande moda italiana e ha chiesto ai migliori stilisti d'Italia di vestire questi nuovi grandi vini siciliani. Il matrimonio è avvenuto con la generosa collaborazione di Valentino, Versace, Missoni, Blumarine, Alberta Ferretti, Gianfranco Ferrè, Brioni, Giambattista Valli e Carolina Marengo.