Fattoria Zerbina

La storia di Fattoria Zerbina inizia nel 1966 in Emilia-Romagna, quando Vincenzo Geminiani acquistò l’omonimo podere e decise di piantare i primi vigneti. La produzione ottenne fin da subito numerosi riconoscimenti.
Il salto di qualità avvenne nel 1987, grazie alla nipote di Vincenzo, Cristina Geminiani, che decise di tuffarsi anima e cuore nella conduzione agronomica ed enologica della Fattoria con un solo grande obiettivo: incrementare il valore del Sangiovese e dell’Albana.

Le vigne dell'azienda si collocano, tutte rigorosamente collinari e allevate ad alberello, sulle prime pendici dell'Appennino Tosco-Romagnolo, attraverso le dolci colline che collegano Faenza alla Toscana, la valle del Marzeno, in corrispondenza del paese omonimo. Viene utilizzata la viticoltura ad alberello a palo singolo, introdotta per la prima volta nel 1990 nella vigna del Pozzo. Questa forma di coltivazione, ad alta densità d’impianto, riprende le antiche tradizioni delle colline romagnole. Per il Sangiovese (Pietramora il primo) in poco più di due anni nella messa a dimora della prima vigna ad alberello ad alta densità d’impianto (scelta più che all’avanguardia nell’Italia viticola di allora) si ottennero i primi risultati. Altrettanto innovativo l’approccio con l’Albana: con l'Albana Passito "Scaccomatto", Cristina Geminiani decise di tentare la via della muffa nobile in pianta e della vendemmia scalare in stile Sauternes. Una scelta coraggiosa, che ha richiesto sacrifici e dedizione, ripagati da un notevole successo già le prime annate di Scaccomatto. Dal 1992 si consolidarono le conoscenze e l’esperienza per gestire al meglio lo sviluppo e la selezione della muffa nobile, oltre al rischio e allo stress psicologico che questo tipo di vendemmia porta con sé. Parallelamente, si è sviluppato il progetto Marzieno, un vino nato come assemblaggio Sangiovese e Cabernet Sauvignon che ha ottenuto un gran numero di riconoscimenti.