Vinitaly Wine Club intervista Villa Crespia

Vinitaly Wine Club intervista la cantina franciacortina Villa Crespia. Villa Crespia rappresenta la passione e il legame che unisce la Famiglia Muratori alla Franciacorta e da sempre si è dedicata alla produzione esclusiva di Franciacorta. Lasciamo la parola a Michela Muratori, Responsabile Comunicazione di Villa Crespia, la quale ha risposto alle nostre 10 domande.

Vinitaly Wine Club intervista la cantina franciacortina Villa Crespia.
Villa Crespia rappresenta la passione e il legame che unisce la Famiglia Muratori alla Franciacorta e da sempre si è dedicata alla produzione esclusiva di Franciacorta, con uve provenienti dai vigneti di proprietà della Famiglia. Ogni vigneto Villa Crespia è stato studiato e piantato con l'obiettivo di rappresentare la variabilità pedo-climatica del territorio franciacortino, con vitigni e cloni specifici, viti sino a 350 m s.l.m. ed esposizione anche a Nord verso il Lago d’Iseo. Con vinificazioni separate ed assemblaggi delle uve in funzione del loro terroir d'origine, ogni vino è testimone di un singolo paesaggio viticolo e l'intera gamma Villa Crespia offre una degustazione comprendente tutte le sfumature del Franciacorta. Lasciamo la parola a Michela Muratori, Responsabile Comunicazione di Villa Crespia, la quale ha risposto alle nostre 10 domande:

1. Che cosa vi ha spinto a produrre vino?
Siamo viticoltori dal 1999, fino ad all’ora il vino era solo una bella passione ed un sogno nel cassetto. Mio nonno negli anni Cinquanta fondò la sua azienda di filato di cotone che fece la fortuna della mia famiglia e rese possibile la nascita di Villa Crespia in Franciacorta (nostra terra natale) e di Rubbia al Colle, la Tenuta di Suvereto in Toscana, dove produciamo vini rossi. Dal ’99 da subito abbiamo scelto di produrre solo Franciacorta, dunque nessun vino tranquillo bianco o rosso. Rubbia al Colle, appunto, è dedicata alla produzione di vini rossi.
I fondatori sono mio papà e mio zio, mentre io e i miei due cugini Marco e Matteo siamo la seconda generazione che (senza troppa fatica in effetti!) si è appassionata all’azienda di famiglia. Io mi occupo di Comunicazione, Marco il più giovane di 25 anni segue le vendite su Brescia, mentre Matteo (29 anni) è l’enologo di famiglia e vive da tempo a Suvereto, dove segue personalmente la produzione dei nostri vini rossi.

2. Perché un wine lover dovrebbe scegliere di degustare il vostro vino e quali sono le caratteristiche uniche che contraddistinguono i vostri prodotti?
In Franciacorta, la produzione dei vini viene seguita da sempre dal nostro preciso e preparato Andrea Buccella, enologo di origini trentine, da quasi vent’anni trasferito in Franciacorta. Io non sono enologa ma grande appassionata di vino, adoro seguire tutte le fasi produttive che iniziano dalla vendemmia, la degustazione delle basi, l’elaborazione delle liquer e così via. Mi piace pensare al vino che verrà, che possa raccontare i suoli dove crescono le nostre vigne, dunque esprimere la sua personalità dietro le bollicine, pur conservando il suo equilibrio e bevibilità, sia esso un brut che una riserva con parecchi anni d’affinamento alle spalle.
Il tentativo è quello di far capire ad un wine lover quanto sia importante il territorio da cui nascono lo Chardonnay e il Pinot Nero che danno origine ad ogni nostro Franciacorta. Si tratta di suoli che giustificano il lungo e complesso percorso produttivo della seconda fermentazione in bottiglia, che ne da le caratteristiche note olfattive di lievito e crosta di pane che tanto contraddistinguono il Franciacorta e lo rendono unico.

3. Confida alla community dei nostri wine lovers quali sono le emozioni che vi trasmette la vostra vigna?
La vigna va, anzitutto, ascoltata in ogni sua fase fenologica, non solo al momento della vendemmia. Siamo viticoltori biologici come ormai quasi tutta la Franciacorta, ma questo non vuol dire granché. Lavoriamo con la natura e la sfida è quella di comprenderla al massimo, anticipandone i problemi e cambiamenti metereologici, ma la natura è affascinante proprio perché imprevedibile, un anno dà gioie e magari l’anno dopo dolori. La sfida del viticoltore è quella di saper cogliere il meglio di ogni annata e lo si fa dal momento della potatura invernale fino alla vendemmia.

4. Se dovessi spiegare a qualcuno che non conosce la vostra produzione, il vostro stile, come definireste i vostri vini?
Nel tentativo di raccontare la variabilità dei suoli franciacortini, abbiamo preso come riferimento il lavoro di zonazione commissionato dal Consorzio Franciacorta e prodotto dall’Università di Enologia di Milano a inizio anni ’90. Possediamo vigneti che arrivano dalle sei diverse unità vocazionali della Franciacorta e da ciascuna di queste zone prendiamo le uve che teniamo separate (dal momento della vendemmia fino alla messa in commercio del vino), per produrre sei Franciacorta diversi, ciascuno interprete della singola unità vocazionale da cui arrivano le uve che ne danno origine.
Ci piace dire che “il vino è paesaggio liquido” e oltre a tutto ciò rimane, però, sempre molto ferma l’idea di produrre Franciacorta equilibrati in tutte le parti: struttura e gusto bilanciate da una bella freschezza. Franciacorta di grande bevibilità, adatti ad ogni tipo di abbinamento: dall’aperitivo al tutto pasto, anche con carni saporite.

5. Qual è il vino che maggiormente vi rappresenta?
Se penso alla storia della nostra cantina e al cocciuto lavoro di valorizzazione dei suoli che portiamo avanti dal 1999, la scelta è NumeroZero Franciacorta Dosaggio Zero 100% Chardonnay. Il Dosaggio Zero per noi significa che in fase di sboccatura il rabbocco viene fatto con lo stesso vino, quindi, oltre all’assenza di zucchero, non viene aggiunto alcun tipo di sciroppo di dosaggio. Dosaggio Zero è dunque l’interpretazione più autentica del suolo. Dei nostri nove Franciacorta, tre sono a Dosaggio Zero: NumeroZero appunto poi Cisiolo Franciacorta Dosaggio Zero 100% Pinot Nero e la nostra Riserva Villa Crespia Franciacorta Dosaggio Zero 100% Pinot Nero.

6. Toglici una curiosità: i vignaioli da dove prendono gli stimoli per creare un nuovo vino?
Seppur rispetto ai miei cugini io “vanti” quasi dieci anni in più sulle spalle, penso di rappresentare ancora un approccio giovane al vino. Ormai già 5 anni fa, Villa Crespia ha pensato a Millè per un giovane che ha voglia di stapparsi una bottiglia di Franciacorta, senza troppi pensieri. Millè è il nostro Franciacorta con la pellicola azzurra che avvolge la bottiglia. Si tratta di un Franciacorta Millesimato Brut, quindi un vino con la sua struttura e personalità, ma con una liqueur “ammaliante”, per sedurre qualsiasi tipo di palato! Avevamo questa certezza quando in cantina in fase di degustazione abbiamo scelto che vino doveva essere Millè, un vino che doveva piacere a chiunque. Questo proprio perché il suo packaging aggressivo poteva NON piacere a tanti. Secondo noi, il vino deve soprattutto far star bene chi lo beve e non intimorire persone che magari sul vino non sono troppo preparate, ma hanno voglia di stapparsi una bottiglia di Franciacorta per un aperitivo fuori o a casa di amici, a cena o in tanti altri svariati contesti. Non tutti devo essere degli enostrippati per bersi un Franciacorta Millesimato.

7. Come sarà la prossima vendemmia? (Com’è andata l’ultima vendemmia?)
L’ultima vendemmia è stata proprio bella, sulla futura è ancora troppo presto sbilanciarsi, ora la vigna “sta ancora riposando”, aspettiamo il pianto! 

8. Che piatto tipico della vostra zona abbineresti ai vostri vini?
Cisiolo Villa Crespia Franciacorta 100% Pinot Nero e tinca del Lago d’Iseo con polenta. L’acidità e la struttura del nostro Cisiolo sono perfette per sgrassare un piatto abbastanza impegnativo come la tinca, che nella sua preparazione secondo la tradizione viene cucinata al forno col burro.

9. Se i nostri wine lovers volessero organizzare un weekend dalle tue parti, ci consigli qualche meta unica ed esclusiva, che vale la pena di visitare (oltre alla vostra cantina s’intende)?
Senz’altro una visita a Montisola, l’isola al centro del Lago d’Iseo, la passeggiata nel parco naturalistico de Le Torbiere e una tappa al Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa. Relax glam e shopping a Iseo con tanti bar di tendenza vista lago.

10. Infine, dobbiamo proprio chiedertelo…. che vino bevete a casa?
A tavola a casa si beve qualsiasi cosa per imparare! L’ultimo stappato era un rosso della Valle del Rodano settentrionale, dalla Cote Rotie: Chapoutier Les Granilites 2014, uno Shyraz davvero molto buono, frutto di uno dei miei ultimi viaggi in territori vitivinicoli stimolanti. I brindisi legati alle occasioni speciali o alle ricorrenze di famiglia rimangano sempre Franciacorta, nostri o di altri produttori vicini o comunque vini italiani. La Francia delle bollicine la degustiamo parecchio per imparare, ma siamo sentimentaloni e le emozioni arrivano sempre dai vini “di casa”!

Vini consigliati

1 bicchiere
WINNER
2 bicchieri rossi
WINNER
1 bicchiere
WINNER
Vedi altri vini

Commenti