Vinitaly Wine Club intervista D'Angelo

11-10-2017

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Vinitaly Wine Blog

Vinitaly Wine Club intervista la cantina lucana D'Angelo.
Situata in Rionero in Vulture ed attiva dagli anni '30 sotto al guida di Rocco D'Angelo, questa cantina rappresenta la storia dell'Aglianico del Vulture in Basilicata. Verso l'inizio degli anni '70 l'azienda ha convertito il suo business, allontanandosi dalla produzione di vino Aglianico da taglio per le cantine del Nord e focalizzandosi sulla produzione di ottimi vini rossi simbolo del rinascimento vinicolo lucano, cioè attraverso la valorizzazione del locale Aglianico del Vulture. Con circa 40 ettari di terreno vitato di proprietà, la famiglia D'Angelo si annovera fra i grandi produttori di Aglianico del Vulture, riconosciuta da prestigiose guide di settore, come Wine Spectator che ha premiato il produttore con l'ambito premio internazionale “Finest Italian Wines100 Great Producers” del 2016.
Lasciamo la parola ad Erminia e Rocco D'Angelo, co-titolari dell’azienda (Rocco in qualità di Enologo mentre Erminia Responsabile Commerciale), i quali hanno risposto alle nostre 10 domande: 

1. Che cosa vi ha spinto a produrre vino?
R: La produzione di vino è una tradizione di famiglia ormai quasi centenaria. Dal 1924, data in cui si fa risalire la nascita della nostra azienda, ad oggi di strada se n’è fatta parecchia, tant’è che prima di diventare una produzione a sé stante il nostro bisnonno esportava nel Nord Italia uve fresche di Aglianico che vinificate servivano per “tagliare” vini di poco corpo e di scarso colore. L’azienda è poi passata nelle mani di nostro nonno Rocco e successivamente nostro padre Lucio e da una decina di anni, subito dopo la sua prematura dipartita, io iscritto ad enologia e mia sorella già laureata in economia, ci siamo ritrovati catapultati in un mondo nuovo ma non estrano, che sentivamo già fortemente nostro poiché sin da piccoli siamo stati abituati a vivere la vita in vigna ed in cantina.

2. Perché un wine lover dovrebbe scegliere di degustare il vostro vino e quali sono le caratteristiche uniche che contraddistinguono i vostri prodotti?
E: Come Casa Vinicola lavoriamo alacremente per esprimere le grandi potenzialità di questo terroir che è il Vulture, vulcano spento da oltre 140mila anni che oggi sulla sua bocca craterica ospita due splendidi laghi vulcanici. Qui nascono rossi da Aglianico che hanno potenza, eleganza, serbevolezza e profondità. È il Vulture con il suo terreno vulcanico e tufaceo a dare quel quid in più ai nostri vini.

3. Confidate alla community dei nostri wine lovers quali sono le emozioni che vi trasmette la vostra vigna?
E: La vigna è il nostro porto sicuro perché sappiamo che, anche in annate siccitose come questa, non ci deluderà mai.

4. Se doveste spiegare a qualcuno che non conosce la vostra produzione, il vostro stile, come definireste i vostri vini?
R: In questo decennio dove io e mia sorella ci siamo dedicati anima e corpo alla produzione dei vini, abbiamo cercato di proseguire sulla via tracciata dai nostri nonni e da nostro padre ovvero quella della tradizionalità. Come Casa Vinicola non abbiamo mai ceduto alle tentazioni del momento, preferendo il lavoro in vigna a quello di “costruzione” in cantina. Diciamo che la severa struttura e la sobrietà di questi grandi rossi, doti che vanno a braccetto con una straordinaria longevità, identificano le più tipiche espressioni dell’Aglianico del Vulture della nostra azienda.

5. Qual è il vino che maggiormente vi rappresenta?
E: Per me sicuramente il Canneto poiché la prima vendemmia di questa etichetta, tra le più rappresentative della nostra azienda, coincide con il mio anno di nascita.
R: Escludendo il Canneto che è stato già nominato, direi assolutamente il Caselle, l’etichetta tra le più “antiche” della nostra azienda e che più mi lega al lavoro di vignaiolo.

6. Toglieteci una curiosità: i vignaioli da dove prendono gli stimoli per creare un nuovo vino?
R: Spesso ci si affida all’andamento del mercato per la creazione dei nuovi vini ed è quello che noi abbiamo cercato in tutti i modi di evitare. Nel caso specifico dell’Aglianico del Vulture, distribuito su una decina di etichette, proviamo a tirarne fuori le potenzialità e le sue sfumature. Non un vino artefatto in cantina ma quanto più vicino a quello tradizionale. I nuovi stimoli arrivano proprio da questo: dal voler migliorare un prodotto e renderlo disponibile ed accessibile ad un pubblico sempre più numeroso.

7. Come sarà la prossima vendemmia?
R: Come già accaduto in altre parte d’Italia, anche nel Vulture c’è stata una vendemmia anticipata di circa una decina di giorni a causa della siccità che ci ha colpiti soprattutto nei mesi estivi. Fortunatamente l’Aglianico è un vitigno autoctono abile a difendersi da questi periodi siccitosi grazie anche al sostegno del terreno tufaceo e vulcanico e, nonostante si registrerà un calo di circa il 20% in termini di quantità, avremo sicuramente delle uve di grandissima qualità che ci regaleranno non poche soddisfazioni.

8. Che piatto tipico della vostra zona abbinereste ai vostri vini?
E: L’abbinamento che preferiamo con i nostri vini è con i peperoni cruschi, un piatto lucano che nella sua semplicità nasconde tutta la potenza di una regione. Cosa sono? Sono i classici peperoni rossi essiccati al sole e fritti in abbondante olio extravergine di oliva ottenendo un prodotto croccante che può essere consumato da solo o in accompagnamento a carni rosse, baccalà, formaggi e salumi. Frutto di una tradizionale cultura rurale, oggi trovano in Senise, cittadina del sud della Basilicata, uno dei luoghi di eccellenza. La loro discreta acidità e delicata piccantezza, rendono ancora più interessante la degustazione dell’Aglianico del Vulture.

9. Se i nostri wine lovers volessero organizzare un weekend dalle vostre parti, ci consigliate qualche meta unica ed esclusiva, che vale la pena di visitare (oltre alla vostra cantina s’intende)?
R: Il terroir del Nord Basilicata è pienamente espresso dall’Aglianico del Vulture. Il nostro invito è di visitare proprio il vulcano Vulture, immergendosi in una natura unica ed incontaminata. Tra le mete per un week end, quindi, non devono assolutamente mancare i Laghi di Monticchio, un luogo esclusivo che ben estrinseca storia e natura. Con i suoi due laghi e le sue due Abbazie, tutti a poche centinaia di metri di distanza, rappresenta un unicum nel suo genere. Ai Laghi va assolutamente affiancata una visita alle città di Melfi, roccaforte di Federico II di Svevia, e di Venosa, nota per la sua Incompiuta, il Castello Pirro del Balzo e per aver dato i natali al Poeta Quinto Orazio Flacco.

10. Infine, dobbiamo proprio chiedervelo…. che vino bevete a casa?
E & R: Un buon calice di vino a tavola non manca mai e ci piace spaziare tra i vini italiani e quelli di tutto il mondo che riusciamo ad acquistare sul posto durante i nostri  viaggi all’estero per motivi lavorativi e non solo.

 

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