La Valle d'Aosta e la viticoltura "eroica"

La Valle d'Aosta? Una valle di eroi. Spesso si sente parlare di viticoltura eroica per indicare la fatica di una passione che si aggrappa alle rocce delle montagne dove i vigneti affondano le radici.

La Valle d'Aosta? Una valle di eroi.
Spesso si sente parlare di viticoltura eroica per indicare la fatica di una passione che si aggrappa alle rocce delle montagne dove i vigneti affondano le radici. Lì si raccoglie l’uva con le funivie e con una serie di espedienti per rendere meno faticoso il lavoro purtroppo mai facile, dell’uomo che dalla vigna anela i suoi migliori frutti. La Valle d’Aosta rientra tra quelle aree, dove fare vino è davvero difficile. È qualcosa che va oltre la passione. Uno spirito di sacrificio intriso di sopportazione premiato dalla meraviglia quando, nel calice, si odorano i profumi della propria fatica. La gestione dei filari, vendemmiare o potare sono operazioni che da altre parti sono più semplici, ma in un posto come la Valle d’Aosta tutto assume il colore della fatica, quella vera, quella che ti spossa da dentro, ancor prima di cominciare. Le pendenze vertiginose, gli spazi di coltivazione ristretti, la scarsa acqua sono solo una parte delle difficoltà che ogni vignaiolo deve superare.  

La viticoltura in Valle d’Aosta si sviluppa dalle Valle del Donnas a Morgex, piccolo paese ai piedi del Monte Bianco. Qui siamo a 1200 metri sul livello del mare cosa che fa della Valle d’Aosta il vigneto più alto del mondo. Le escursioni termiche da queste parti sono una cosa seria, motivo per cui i vini di questa regione hanno una finezza olfattiva oltre misura. Anche se la densità per ettaro si aggira attorno alle sette mila piante per ettaro, la produzione rimane tra le più basse della penisola: la Valle d’Aosta rappresenta lo 0,2% circa della produzione nazionale.

Immaginiamo, però, che ai nostri lettori interessi sapere di più su quali vini concentrarsi in questa regione al di là di tutto. Per capire la finezza di questi vini occorre prima comprendere il clima. La particolare posizione a ovest delle Alpi del vigneto aostano lo mette in una condizione di protezione naturale dalle piogge eccessive permettendogli di beneficiare di calore diurno e freddi intensi notturni. Questa combinazione, al netto delle particolari annate, fa sì che si hanno vini di corpo profumati e di notevole finezza. I vini bianchi ancor prima dei rossi trasmettono questa sensazione di eleganza. L’influenza francese non la troviamo solo nella lingua ma anche nei vitigni qui coltivati. Chardonnay, Sauvignon, Gamay, Petite Rouge, Fumin, Vien de Nus, Prié Blanc sono solo alcuni dei principali vitigni della regione insieme a Nebbiolo, Pinot Grigio e Moscato. Il sistema di produzione è più che altro gestito da cantine che lavorano in cooperazioni altre, invece, producono direttamente. Rimane comunque assodato l’alta qualità generale della produzione valdostana. Vini da non perdere!

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