Il Sushi e l’arte della cucina giapponese

Il Giappone è un paese affascinante, dalle sfumature intriganti. Armonie di colori e di sapori dove natura e uomo trovano un compromesso perfetto, un equilibrio costante nella vita come nella cucina.

Il Giappone è un paese affascinante, dalle sfumature intriganti. Armonie di colori e di sapori dove natura e uomo trovano un compromesso perfetto. La filosofia di vita giapponese è di rendere semplice il complesso e viceversa. È una semplicità creata seguendo regole millenarie. Per i giapponesi, tutto deve essere armonia, un equilibrio costante e infinito che si fonde con le impalpabili leggi universali. È una sorta d’energia sottile e misteriosa che muove il Giappone, avvolto in un alone di seducente riservatezza. Questa mentalità, diretta alla ricerca dell’armonia, si ritrova anche nella cucina
Alla prima occhiata, la preparazione finita di un piatto di quest’originalissima cucina sembra molto semplice ma, un osservatore attento, si renderà conto che dietro quel piatto si nascondono uno studio e una preparazione millenaria. I cuochi si esercitano anni nell’arte del sushi utilizzando coltelli affilatissimi preparati secondo i crismi degli antichi samurai. Si muovono con destrezza e abilità ed in pochi istanti materializzano un piatto che contiene i colori ed i sapori dell’armonia universale.

Tra i fondamenti della cucina nipponica, c’è la ricerca di prodotti specifici che hanno un significato sia nel nutrimento sia nel legame con il divino, che in questo paese prende il nome di Buddha. Con l’affermarsi del Buddismo - tra la fine del III secolo D.C. e gli inizi del IV -, si confermano anche le regole che stabiliscono l’utilizzo dei cibi: primo fra tutti il suggerimento di non mangiare carne d’animali a quattro zampe. La conseguenza di tutto questo è uno sguardo languido verso il mare, ricco di un alimento che rivoluzionerà il modo di cucinare giapponese: il pesce.
Il sashimi, pesce crudo condito con salsa di soia, il sushi, che si compone di piccoli rotoli di riso bianco insaporito da aromi e, ancora, pesce crudo, non sono altro che intuizioni nate nell’antichità e giunte fino a noi dopo svariate elaborazioni. L’attenzione, però, non è solo per il pesce in quanto tale, ma anche per crostacei, molluschi e per tutto ciò che anima le acque che abbracciano il Giappone, alghe comprese. Altro ingrediente fondamentale, sono le verdure, in particolare la soia, gli ortaggi, le erbe aromatiche e certe qualità di fiori che insieme formano nel piatto la melodia che accorda la terra e il mare in un’unica nota.
La soia, gode nelle cucine nipponiche di un’importanza fondamentale, giacché utilizzata per creare salse da condimento, pastelle e alimenti come tofu e miso. Il primo, paragonabile a un formaggio a pasta molle, è il protagonista di moltissime preparazioni culinarie.  Il miso, invece, è una specie di pasta dura ricchissima di minerali, disciolta per insaporire molte zuppe. La maestria dei cuochi del Sol Levante unisce il sapore, i colori e il nutrimento della natura, formando nel piatto una semplicità che porta il sapore dell’infinito giapponese.

SUSHI E SASHIMI: ABBINAMENTO VINO

Quali vini abbinare alla cucina giapponese? Consapevoli di un’esigenza legata alla cucina giapponese, ci siamo fatti carico di questa responsabilità. Difatti, per chi ama la cucina giapponese, una delle maggiori difficoltà è quella di unire il gusto della tavola del Sol Levante alla necessità di abbinare il vino. Un piacere a cui un occidentale non può rinunciare (giustamente). I sapori della cucina giapponese hanno un equilibrio che rasenta la perfezione, che si compone di delicati giochi di sapore e forti emozioni. Non solo “sushi”, ma anche “yakitori”, “sashimi”, “tamagoyaki”, “gyoza” e molto altro ancora. Prova a gustare un ricco piatto di sushi e sashimi con un ottimo calice di Gavi DOCG equilibrato e fresco, oppure se la tua cena giapponese prevede più portate, valuta l'abbinamento con Sauvignon, perfetto anche per zuppe di pesce speziate, oppure uno spumante Metodo Classico come il Trentodoc, per equilibrare la grassezza del salmone (specie crudo) e dell'anguilla, o per evidenziare ancor di più la freschezza di un sashimi di tonno rosso. Per il tamagoyaki (una sorta di omelette) è perfetto il Pinot Grigio o i bianchi dell'Alto Adige semi-aromatici, come Kerner e Sylvaner. Anche il Gewurztraminer si abbina bene alla cucina giapponese, anche se predilige piatti speziati al curry, dal sapore più intenso e penetrante; va meglio, invece, se sei un amante del wasabi e della salsa di soia. Coi pesci affumicati prova un Lagrein rosé

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