Nebbiolo: scopri il vino

Come uva che fluttua leggiadra tra le nebbie piemontesi: il Nebbiolo ha un nome che evoca nell'immediato le atmosfere tipiche della terra d'origine.

Come uva che fluttua leggiadra tra le nebbie piemontesi: il Nebbiolo ha un nome che evoca nell'immediato le atmosfere tipiche della terra d'origine. Il Piemonte con le Langhe ed il Roero sono i luoghi di elezione di questo nobile vitigno, che affonda le proprie origini nella notte dei tempi. Pare infatti che già nel I secolo d.C. se ne facesse menzione negli scritti romani di Columella. Il Nebbiolo è strettamente legato al territorio tanto da prosperare con successo nell'ideale triangolo che comprende il Piemonte, la Lombardia e la Valle d'Aosta. Il terreno sabbioso, calcareo e ricco di minerali, tipico di queste zone, unito alla possibilità di colture intorno ai 450 metri e una ventilazione adeguata rappresentano lo scenario perfetto per lo sviluppo di questo nobile vitigno.

Il territorio è così importante per il Nebbiolo da regalare alla regione Piemonte una delle denominazioni più importanti dal punto di vista enologico ovvero il Nebbiolo d'Alba DOC, oltre al Nebbiolo delle Langhe DOC. L'uva in purezza dona i natali a vini famosi e affascinanti, con denominazione DOCG, come il Barolo e il Barbaresco. E' un vitigno caratterizzato da una grande vigoria e a maturazione lenta, che viene coltivato nelle colline con esposizione a sud-ovest. Sono tre le varietà del Nebbiolo: la Michet, la Rosè e la Lampia. La vendemmia viene realizzata di solito verso la metà d'ottobre ed è fatta interamente a mano sia per preservare l'integrità degli acini, sia perché il terreno ripido non permette l'utilizzo delle macchine agricole. Due scuole di pensiero intervengono e influiscono sul processo di produzione dopo la vendemmia. I tradizionalisti, dopo la raccolta del Nebbiolo, fanno fermentare e maturare a lungo gli acini in botti di rovere di Slavonia. I modernisti prevedono una maturazione in botti di rovere francese per esaltare il carattere fruttato, morbido e fresco del Nebbiolo.

NEBBIOLO: DEGUSTAZIONE VINO

Il Nebbiolo regala al vino il colore carico e passionale del rubino profondo che, con l'invecchiamento, vira deciso verso i toni inediti dell'arancio e del mattone. Il calice adeguato, il Ballon, permette di osservare e apprezzare in trasparenza le molteplici sfumature di questo tesoro dell'enologia italiana. L'aroma seducente varia in base all'epoca di raccolta. Se l'uva viene lavorata quando non ha raggiunto la piena maturazione, il vino sarà fresco e floreale, con un tripudio di frutti rossi caldi e pungenti come la fragola, con una nota di pepe bianco. L'uva matura regala, invece, un aroma profondo di violetta, prugna e mora. Il bouquet olfattivo si chiude con note pungenti e forti, tipiche del sottobosco. Il tannino è potente, quasi scontroso, con una struttura imponente e vigorosa. Secco e rotondo, nella versione invecchiata offre note profonde di cannella e sfumature di caffè. Il sapore è persistente con un buon grado di acidità, mitigato dal riposo. La temperatura di servizio ideale del Nebbiolo si attesta intorno ai 18 °C

NEBBIOLO: ABBINAMENTI CIBO E VINO

Il vino Nebbiolo è perfetto in abbinamento ai più vigorosi della tradizione italiana, soprattutto a base di carne di manzo, maiale, cinghiale e pollame, brasati, alla griglia oppure conditi cion salse saporite. Accompagna egregiamente paste asciutte condite con ragù saporiti e taglieri di salumi e formaggi stagionati a pasta dura. E' il compagno ideale del Tartufo d'Alba e dei piatti tipici della gastronomia piemontese, come gli agnolotti del plin. Il suo prestigio e l'eleganza innata dei sapori lo rendono perfetto per serate meditative, magari davanti a un bel camino acceso.

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