Guida al Vino della Sicilia

18-07-2018

Autore
Vanessa Proti, VWC content manager

La Sicilia è una delle regioni più vitali d’Italia dal punto di vista enologico. Differenti retaggi storici e culturali convivono in un solo territorio, rendendo unico il patrimonio vinicolo siciliano. La ricchezza è dovuta senza dubbio anche al terroir ed al clima particolarmente favorevole allo sviluppo della vite, nonostante il caldo estivo, che, seppure cocente, favorisce la crescita delle coltivazioni biologiche, scongiurando trattamenti batteriologici.
Con il suoi vigneti a perdita d’occhio, distribuiti su un terreno rigoglioso e collinare e in parte montuoso attorno all’Etna (3323m), la Sicilia supera di gran lunga le coltivazioni ad esempio della Toscana per circa il doppio del terreno vitato, contando su ben 107.000 ettari di viti.

VINI BIANCHI SICILIANI

Il Catarratto è stato a lungo il vitigno bianco più diffuso nella Sicilia occidentale. Nonostante l’uva non sia particolarmente pregiata, così come il Carricante, ma entrambe regalano vini bianchi molto originali: da uve Catarratto solitamente i bianchi ereditano grande freschezza gustativa, profumi floreali e sapidità al palato, mentre da uve Carricante (utilizzato spesso in uvaggio con il precedente o l’Insolia) si percepiscono maggiormente sentori vegetali fragranti e una forte acidità che lo rende particolarmente adatto all’invecchiamento.
L’Inzolia è forse il vitigno a bacca bianca più diffuso in tutta la Sicilia e pare sia stato importato dalla Toscana, in cui viene chiamato Ansonica. I vini bianchi siciliani da uve Insolia sono molto gustosi, fragranti, eleganti e capaci di inondare letteralmente il bicchiere con essenze fruttate e lievi sentori erbacei ben equilibrati tra loro.
Introdotto inizialmente a Marsala e poi successivamente anche nelle province vicine, c’è il vitigno Grillo, utilizzato da sempre per la produzione di Marsala DOC, perché particolarmente predisposto all’invecchiamento. Vinificato in purezza, può dare vini d’impressionante spessore organolettico, potenzialmente quindi molto longevi, dotati di un corredo d’aromi vegetali e floreali piacevolmente fini.

 

 

VINI ROSSI SICILIANI

 

L’uva alla quale la Sicilia deve gran parte della sua reputazione enologica è il Nero d’Avola (nome derivante dalla città di Avola, nell’entroterra siracusano). E’ conosciuto per la sontuosità dei vini rossi che ne derivano, caratterizzati da un intenso aroma di frutti rossi maturi e da una avvolgente trama tannica persistente.
Fra le uve a bacca rossa di particolare interesse in questa regione, troviamo anche il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio, morfologicamente diverso da quello coltivati in Calabria e qui principalmente piantato attorno ai pendii dell’Etna, da cui si origina infatti la denominazione Etna DOC. Questo vitigno cresce addirittura sino a 1000m di altezza e sta riscuotendo successo soprattutto per la finezza gustativa.
A sud dell’isola, nella zona di Ragusa, troviamo il Frappato, vitigno principe del Cerasuolo di Vittoria DOCG: tipico aroma vivace di ciliegia, gusto fresco e morbido, molto armonico.
Da Caltanissetta e Agrigento, oltre a Trapani e Palermo, sta tornando in voga un antico vitigno originario dell’isola, detto Perricone (o Pignatello) che, vinificato in purezza, produce vini dall’odore vinoso, piuttosto di ricco di corpo ed armonico.
Infine, si ricorda anche la presenza di coltivazioni internazionali, come quelle di uve Syrah, Merlot e il Cabernet Sauvignon che hanno trovato nella regione espressioni di potenza e qualità.

VINI DOLCI E LIQUOROSI SICILIANI

La Sicilia è spesso ricordata anche come regina della produzione di vino Marsala DOC. Si tratta di un vino liquoroso (o fortificato) che al primo impatto sembra lontano parente dello Sherry, ottenuto da una vinificazione in bianco di uve Grillo, Insolia e Catarratto o semplicemente Grillo. Terminata la fermentazione, si aggiunge la “concia”, ovvero una miscela di mosto e alcool, che ne aumenta il tenore alcolico.
Lo Zibibbo (conosciuto anche con il nome di Moscato di Alessandria) è un altro vitigno a bacca bianca coltivato esclusivamente nell’isola di Pantelleria, per cui a tiratura limitata, utilizzato per le produzioni di vini passiti come il Passito di Pantelleria DOCG, ma può essere vinificato anche nella versione secca, ottenendo un bianco profumatissimo, con dolci note di albicocca e zagara ed un retrogusto ammandorlato.
Il Moscato è un altro vitigno che continua nel tempo ad essere considerato molto promettente, specialmente in riferimento alla DOC Moscato di Noto ed al Moscato di Siracusa, oltre al celeberrimo Moscato di Pantelleria, coltivato da uve Zibibbo sui terreni vulcanici dell’isola di Pantelleria.
Un’altra interessante produzione di vino dolce è la Malvasia delle Lipari, merito del dolce sapore d’arance che caratterizza l’intero arcipelago su cui crescono le viti.

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