Com'è fatto un vino bianco?

Per molti non sarà una rivelazione, anzi potrebbe sembrare un’ovvietà, ma siamo certi che forse non tutti sanno che si può ottenere vino bianco sia da uve bianche che da uve rosse e che la differenza principale tra rosso e bianco sta nel metodo di preparazione.

Per molti non sarà una rivelazione, anzi potrebbe sembrare un’ovvietà, ma siamo certi che forse non tutti sanno che si può ottenere vino bianco sia da uve bianche che da uve rosse e che la differenza principale tra rosso e bianco sta nel metodo di preparazione.
In buona sostanza, per produrre vino bianco, il succo estratto dai grappoli viene lasciato fermentare senza l’aggiunta delle bucce (la cosiddetta “vinificazione in bianco”), mentre si utilizzano anche le bucce quando a fermentare è il vino rosso oppure quello rosato. Sono le bucce, infatti, a determinare il colore del vino in base al tempo di macerazione e fermentazione a contatto con la polpa.

Il processo vinificazione del vino bianco è solitamente più semplice di quello rosso, anche se alle volte può variare in base alle tecniche utilizzate in cantina. Ecco solitamente come si ottiene un ottimo calice di vino bianco.

Fase 1: raccolta, pressatura e decantazione delle uve

Una volta eseguita la vendemmia, i grappoli vengono ripuliti dal raspo (diraspati) e spremuti con cura per raccogliere tutti il succo in tini solitamente d’acciaio, pronto per la fermentazione senza bucce. Il succo viene decantato, ovvero filtrato, per eliminare parti solide, come i vinaccioli, così da ottenere un liquido quanto più limpido possibile.

Fase 2: fermentazione alcolica del succo

La fermentazione alcolica è un processo chimico che si innesca nel momento in cui lo zucchero contenuto nell’uva si trasforma naturalmente in alcool e anidride carbonica per effetto dei lieviti naturali presenti nell’acino (o selezionati dal produttore).
La fermentazione di un vino bianco non prevede l’uso delle bucce e solitamente si svolge ad una temperatura più bassa rispetto a quella di un vino rosso, utilizzando vasche di acciaio oppure botti di legno (come ad esempio per alcuni stili di Chardonnay, in cui il vino ottenuto sarà carico di aromi legnosi ottenuti dalle botti).

Fase 3: Filtrazione e stabilizzazione del vino

A differenza dei vini rossi, nel processo di vinificazione dei vini bianchi non si svolge fermentazione malolattica, ovvero quella fermentazione naturale in cui l’acido malico si trasforma in acido lattico, abbassando l’acidità del vino e favorendone la sensazione di dolcezza. Essendo l’acidità una caratteristica peculiare dei vini bianchi, il vino bianco ottenuto è sottoposto a filtrazione, per eliminare eventuali residui di lievito che attiverebbero tale fermentazione, con conseguente stabilizzazione del vino, ovvero attraverso un raffreddamento del liquido a bassissima temperatura per qualche giorno.

Fase 4: Maturazione e imbottigliamento

I vini bianchi maturano solitamente in contenitori inerti di acciaio o cemento, in modo tale che le caratteristiche organolettiche non siano alterate. Nel caso in cui si utilizzino le botti di legno, infatti, tale materiale influenza necessariamente il gusto del vino, aggiungendo aromi e complessità a scapito di freschezza e acidità, dovuti alla tostatura del legno e al tempo di permanenza nel contenitore.
Al termine dell’affinamento, il vino bianco ottenuto è ulteriormente filtrato e chiarificato, pronto per l’imbottigliamento. Resterà a riposo in cantina ancora qualche mese prima di essere pronto per la vendita ed il consumo.

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