BAROLO vs BRUNELLO

Proviamo insieme a studiare il Barolo e il Brunello di Montalcino, approfondendo caratteristiche e differenze di questi due grandiosi vini italiani, conosciuti in tutto il mondo, passando dalle informazioni principali alla degustazione.

Sono tanti gli estimatori di questi due vini rossi italiani che spesso discutono su perché preferire uno al posto dell’altro. Mettere di fronte questi due colossi dell’enologia italiana significa non aver capito una cosa fondamentale: questi due vini non sono confrontabili e non esiste il migliore, ma solo Brunello o Barolo. Il resto lo fa il tuo gusto personale.
Sappiamo bene che il Barolo si fa in Piemonte e si ottiene da uve nebbiolo mentre, il Brunello, è il prodotto toscano per eccellenza e nasce a Montalcino da uve sangiovese. Quindi, non sta a noi fare le differenze geografiche e raccontare di terreni, giacché i due vini sono così all’opposto che va da sé che zona, clima, microclima e terreni meriterebbero un capitolo a parte.
Ma proviamo insieme a studiarli, approfondendo caratteristiche e differenze di questi due grandiosi vini italiani, conosciuti in tutto il mondo, passando dalle informazioni principali alla degustazione, ponendo quindi l'accento sulle differenze sostanziali di Barolo e Brunello di Montalcino nel momento in cui si apre la bottiglia, per sottolineare ancora una volta la diversità di questi due vini.

INFORMAZIONI PRINCIPALI:

BAROLO

Regione: Piemonte
Uve: Nebbiolo
Naso: fragole del sottobosco, ciliegia, rose, pepe bianco, tabacco, pellame, cuoio
Palato: di corpo, tannino fine, rigore acido, robusto, austero ma vellutato
Invecchiamento: 3 anni di cui almeno due di detto periodo in botti di rovere o di castagno. 5 anni per la versione “riserva”
Bere entro: 5/10 anni
Abbinamento: brasati e cacciagione

BRUNELLO DI MONTALCINO

RegioneToscana
Uve: Sangiovese Grosso
Naso: viole, ciliegie, piccola frutta rossa, note balsamiche, origano ginepro, timo
Palato: caldo, robusto, carnoso
Invecchiamento: 5 anni dei quali almeno due di affinamento in botti di rovere e 6 per il "riserva" dei quali almeno due anni di affinamento sempre in botti di rovere
Bere entro: 5/8 anni
Abbinamento: arrosti e cacciagione

DEGUSTAZIONI A CONFRONTO:

Se stappate una bottiglia di Barolo troverete sicuramente una forza tannica maggiore rispetto al Brunello di Montalcino che invece spesso ha tannini più moderati anche se pur sempre intensi nell’espressione. È questa è una delle principali differenze dei due vitigni, che noterete anche nel colore: più “scarico” il Barolo e più "carico" il Brunello.
Al naso il Barolo si esprime con profumi di rose, ciliegia, lampone e spezie. Facile riconoscere per i neofiti la cannella o il pepe bianco. Con l’invecchiamento il Barolo vira verso sentori di humus, pellame, liquerizia e cacao. Inoltre, noterete la differenza tra la delicatezza del naso e la forza espressa al palato. Il Brunello al contrario presenterà sentori di viole, ciliegie, piccola frutta rossa con sfumature delle volte balsamiche che possono variare dall’origano fino a note balsamiche vicine al ginepro o al timo. In fase di evoluzione potrete percepire sentori di pellame, fichi, tabacco e note di caffè in grani.

CONCLUSIONI:

Come avrete notato, le diversità di questi due colossi della nostra enologia non decretano nessun vincitore, se non la consapevolezza di avere due produzioni tra le più invidiate del mondo. Solo una cosa li accomuna: il cibo. Entrambi i vini possono essere abbinati a piatti di carne raffinata, dalla carne rossa saporita, agli animali da piuma. Non dimenticare che un ottimo abbinamento per il Barolo è il risotto al tartufo, mentre per il Brunello non possono mancare abbinamenti con i piatti tipici della verace cucina toscana, caratterizzati da importanti costanti, quali l'olio extra vergine d'oliva e l'uso del pomodoro.

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