10 cose da sapere sul Brunello

09-10-2017

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Vinitaly Wine Blog

Pillole di Vino, per imparare di più sul vino e diventare un winelover sempre più esperto, senza annoiarsi davanti a troppi dettagli. Oggi parliamo di: BRUNELLO DI MONTALCINO.
10 cose importanti da sapere sul Brunello:

  1. Il Brunello di Montalcino prende il nome dall’area di produzione: Montalcino, cittadina di collina a circa ottanta chilometri a sud di Firenze. 
  2.  Secondo molti esperti il termine Brunello, deriva da “bruno” che nel dialetto locale serviva per identificare un particolare clone di Sangiovese selezionato per mano di Clemente Santi cui la storia attribuisce il merito della ricerca e della identificazione dei migliori cloni. Al nipote di Clemente, Ferruccio Biondi Santi, va il merito di aver continuato il lavoro di ricerca del nonno, distinguendo un clone del sangiovese grosso migliore di altri e, per questo, da vinificare in purezza. Inoltre, a Ferruccio occorre riconoscere anche la sperimentazione dell’evoluzione del vino in botte.
  3. La DOCG Brunello di Montalcino nasce nel 1980.
  4. Il Brunello di Montalcino è composto da 100% uve Sangiovese. Si ottiene dopo una lunga macerazione per ottenere colore e profumi. Dopo la fermentazione, il vino rimane in botte per un minimo di 3 anni. Ci sono aziende che preferiscono la scuola tradizionale della botte grande e, altre, che invece amano usare la barrique. Piccola botte di rovere francese che regala al vino originali profumi di dolci spezie. 
  5. Sul mercato potreste trovare un Brunello che in etichetta porta la dicitura “Riserva”. Il Brunello di Montalcino “non riserva” è messo in commercio dopo 4 anni, mentre, la Riserva dopo 5 anni. Il Rosso di Montalcino, definito da molti “vino minore”, altro non è che un ottimo vino ma di qualità inferiore rispetto al Brunello che può essere messo in commercio quasi immediatamente. Il Rosso di Montalcino deve fare sei mesi di botte e un anno di bottiglia. Una provvidenziale “Doc a Cascata” che permette alle aziende in attesa del Brunello di poter contare su entrate economiche.
  6.  Il clone di Sangiovese è originale e identificativo dello stesso territorio di Montalcino. Il particolare clone di Sangiovese si è adattato al territorio portando nel vino originali caratteristiche rispetto le altre varietà di Sangiovese. A Montalcino il Brunello ha corpo e spiccati profumi di ciliegie, viole, more, lamponi e spezie fini.
  7. Montalcino è una splendida cittadina dove potete trascorrere meravigliosi romantici fine settimana all’insegna del buon vino e dell’ottimo cibo. Questa cittadina è un insieme di piccole vie, dove le enoteche e i wine bar sono di fianco all’altro. Potete assaggiare, confrontare le diverse annate, parlare con gli esperti e misurarvi con appassionati di tutto il mondo. A Montalcino si respira un’aria internazionale, inoltre, non dimenticate di fare visita alla rocca dove c’è il vecchio castello. Potrete assaggiare le migliori annate, conoscere le aziende emergenti, comprare vino e mangiare ottimo cibo locale immersi in un’atmosfera affascinante.
  8. I 1320 ettari di superficie vitata delimitati dai fiumi Ombrone, Asso e Orcia danno una forma pseudo quadrata alla zona di origine dove il clima, tipicamente mediterraneo, è perfetto per le condizioni di crescita delle uve. Le depressioni e i rialzi collinari creano una situazione microclimatica originale che varia ulteriormente le caratteristiche del Brunello in base ai versanti di origine. Un intreccio di scisti argillosi, arenarie, sedimenti calcarei, ghiaie che, insieme alle varianti microclimatiche, colmano di sfumature ogni sorso di questo vino.
  9. Tra le annate di spicco del Brenullo vi sono il 2010, tra le più cercate dai collezionisti, la 2004 e la 2006 che molti tengono ancora oggi in cantina perché hanno caratteristiche che fanno pensare a una lenta evoluzione. La 2015, invece, è tra le annate con maggiore frutto, con un bel rapporto tra tannini e freschezza acida. Da bere, però, secondo gli appassionati dal 2020.
  10. Come gestire un Brunello a tavola? Suggeriamo di evitare il decanter soprattutto con le vecchie annate. Meglio stappare la bottiglia con tre ore di anticipo e versate poco liquido in ampi calici. Roteate il bicchiere con attenzione e garbo e sentite crescere il vino direttamente sotto il vostro naso. Percepite le sfumature che solo un Brunello sa dare.

Bere Brunello di Montalcino è senza dubbio un’esperienza che suscita curiosità anche a chi si avvicina per la prima volta, magari anche solo per sentito dire, consapevole di bere un vino che non possiamo non considerare un mito. Attenzione, però, di non cadere nel tranello che possa essere buono solo perché è Brunello. I nostri esperti, ad esempio, ogni anno assaggiano centinaia di Brunello di aziende diverse individuando, nel corso delle anteprime dedicate, i migliori Brunello di Montalcino per voi. 

 

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