Le 10 cantine più belle d'Italia

Quanto è bello il nostro paese! L’Italia è il paese fra i più riconosciuti al mondo per il proprio patrimonio culturale ed artistico. Grandi esempi di imponenti opere artistiche, architettoniche e di design le ritroviamo anche all'interno del mondo del vino. Ecco le 10 cantine più belle del nostro Bel Paese.

Quanto è bello il nostro paese! L’Italia è il paese fra i più riconosciuti al mondo per il proprio patrimonio culturale ed artistico. Anche in campo enologico, il nostro paese si distingue con perfetti esempi d’architettura antica e moderna associata al mondo del vino. Non è stato semplice, la lista è lunga e le meraviglie sono tante, ma, pensando a tutti i wine lovers in cerca di un ottimo calice di vino e vogliosi di ammirare le bellezze architettoniche più entusiasmati del vino Made In Italy, abbiamo raccolto per voi 10 fra le cantine più belle d’Italia.

  • CANTINA TRAMIN (Termeno – Alto Adige)

L’incanto dei profumi accende il gusto e dischiude un’esperienza sensoriale intensa: è questo il progetto della Cantina Tramin, cooperativa nata nel 1898, che oggi risulta essere la più premiata d’Italia per il suo vitigno storico, il Gewürztraminer.
La microzona attorno a Termeno gode di favorevoli influssi del clima caldo mediterraneo che, data la prossimità delle montagne, è caratterizzata da notevoli sbalzi di temperatura fra giorno e notte. Su questi terreni d’intensa mineralità, nascono vini dagli incomparabili profumi, vini bianchi freschi, agili e di piacevole bevibilità. Ecosostenibilità e rispetto dell'ambiente si esprimono in una gestione sapiente e amorevole della terra. Un esempio di viticoltura "illuminata" quella di Cantina Tramin, ben rappresentata anche dal grande intervento di riprogettazione firmato da Werner Tscholl, confluito in una struttura-scultura, sede dell'azienda, perfettamente incastonata nel suo paesaggio e che, in un abbraccio ideale, sancisce il suo legame inscindibile con la natura, i suoi colori e i suoi profumi.

  • LES CRÊTES (Aymavilles – Valle D’Aosta)

La cantina valdostana Les Crêtes ospita un piccolo edificio di 170 mq costruito a fianco della cantina, detto “Rifugio del Vino”. Questo progetto rappresenta l’unione del vino con il paesaggio montano circostante, un rifugio alpino moderno, perfetto esempio di architettura del vino, tanto da aver ricevuto una speciale menzione al Concorso Nazione “Cattedrali Del Vino” della guida Gambero Rosso. L’idea è dell’architetto Domenico Mazza di Courmayeur. La facciata , infatti, ricorda il profilo delle montagne, ben delineato da una grande tettoia di legno lamellare, coperta di lamiera e con tamponature quasi esclusivamente in vetro. Il gioco di forma nasce dalla compenetrazione di volumi diversi, inclinati tra loro, creando un effetto visivo di grande impatto nella sua semplicità.

  • CUSUMANO (Partinico – Sicilia)

Il progetto della cantina di Partinico dell’azienda Cusumano esalta in maniera perfettamente i forti contrasti e le peculiarità della terra siciliana, un connubio indissolubile tra passato e futuro, tradizione e innovazione, uomo e natura, simbolo del dinamismo e dell’innovazione enologica della Sicilia. La territorialità dello stile Cusumano trova la sua piena realizzazione nella struttura della cantina, che sorge sull’area di un antico baglio e si estende su 4.000 mq di superficie e su 3.000 mq interrati. L’innovativo progetto dell’architetto Fabrizio Ruffino rappresenta un esempio di design e stile contemporaneo applicato ad una realtà produttiva ben radicata nel territorio. L’intera area comprende, oltre al centro di produzione, la cantina di affinamento e gli uffici, anche uno spazio di incontri ed eventi per conservare e trasmettere la cultura di un prodotto antico come il vino e la passione di un’azienda moderna come Cusumano.

  • TENUTA DELL’AMMIRAGLIA (Magliano – Toscana)

Inaugurata nel 2011 nel cuore della Maremma toscana, la Tenuta dell’Ammiraglia è stata progettata da Piero Sartogo, famoso architetto autore dell’Ambasciata italiana a Washington, e rappresenta un vero e proprio tempio del design moderno al servizio dell’ambiente.
Il progetto è sviluppato all’interno di una collinetta in cui è stata letteralmente inserita la cantina, seguendone le curve naturali e permettendo un raffreddamento naturale degli ambienti interni ad una temperatura di 18°. Completamente in armonia con il territorio circostante, presenta ampie pareti finestrate che affacciano sul prato esterno e le pietre utilizzate per la copertura del tetto provengono tutte dall’ambiente circostante.

  • DONNAFUGATA (Marsala – Sicilia)

Donnafugata è forse una delle cantine più rinomate in Italia. La cantine storiche risiedono nell’antica città di Marsala ed ospitano una realtà produttiva dinamica e finalizzata all’eccellenza. Costruite nel 1851, conservano l’impianto tipico delbaglio” mediterraneo, con l’ampia corte interna, punteggiata da tipiche piante odorose di agrumi e di ulivi che inondano l’atmosfera di profumi freschi e mediterranei. Le capriate in legno che sovrastano i giardini sono opera di antichi maestri d’ascia locali. Qui confluiscono i vini ottenuti sulle tenute Contessa Entellina e Pantelleria per i processi d’affinamento (in acciaio, cemento, legno) ed imbottigliamento. Nel 2007 è stata realizzata la barriccaia sotterranea, scavata interamente nella roccia di tufo, permettendo quindi non solo risparmio energetico ma un naturale mantenimento della temperatura e dell’umidità (15°C e 85%).

  • LE MORTELLE (Castiglione della Pescaia – Toscana)

La cantina Le Mortelle (dal nome “Mortella”, cioè mirto selvatico che caratterizza la flora locale) si trova a Castiglione della Pescaia, in Maremma e faceva parte di un antico possedimento degli Asburgo-Lorena volto all’allevamento di bovini. Dal 1999 la tenuta appartiene alla famiglia Antinori che ha dedicato circa 160 ettari alle vigne e oltre 15 ettari a frutteti biologici.
La cantina è posizionata sulla sommità di una lieve collina che sovrasta la tenuta ed è in gran parte interrata, nell’ottica di un impatto ambientale il più ridotto possibile. E’ stata costruita usando materiali naturali, sfruttando la termoregolazione delle rocce presenti in profondità nel suolo.
La struttura di forma cilindrica a ipogeo si dispone su tre livelli che distinguono le fasi del ciclo produttivo del vino, dal ricevimento delle uve, alla vinificazione, allo stoccaggio fino all’invecchiamento in barrique nel piano interrato.
Questa particolare forma architettonica consente di sfruttare le migliori tecnologie per la produzione del vino: tutto il ciclo produttivo avviene infatti “per caduta” seguendo il percorso dall’alto verso il basso, a partire dall’arrivo delle uve nella parte sopraelevata, continuando poi con i processi di vinificazione nella parte intermedia fino all’affinamento nella parte più interrata.

  • CANTINA ANTINORI (San Casciano di Val Pesa – Toscana)

La nuova cantina è stata inaugurata nel 25 ottobre 2012 e rappresenta il forte legame fra la famiglia Antinori ed il territorio del Chianti Classico. Si tratta di una vera e propria opera architettonica innovativa, frutto di 7 anni di lavoro da parte dello studio Archea Associati, con l’ingegnerizzazione di Hydea e seguendo le indicazioni del Marchese Piero Antinori e delle figlie Albiera, Allegra e Alessia.
La struttura della cantina, di colore marrone-rosso è costituita da materiali naturali, quali cotto, legno, corten, vetro ed è incentrata sul legame profondo e radicato della famiglia con la terra circostante, ad avvalorare ancor di più il profondo rispetto per la bellezza di queste zone che hanno da sempre accolto i vigneti Antinori. Lo spazio è insolito, praticamente invisibile dall’esterno, se non per due lunghe “fenditure” orizzontali che attraversano la collina e che corrispondono al fronte della costruzione. Il tutto si concentra attorno ad una scenografica scala elicoidale, che collega i 3 piani della struttura, affacciata sulla campagna tramite un terrazzo circondato da vigneti di uve locali. La Cantina Antinori nel Chianti Classico fa parte di Toscana Wine Architecture, un circuito che unisce cantine d’autore e di design, firmate dai grandi maestri dell’architettura contemporanea.

  • ALLEGRINI - VILLA DELLA TORRE (Fumane – Veneto)

Villa Della Torre è di proprietà della famiglia Allegrini, grandi viticoltori in Valpolicella. La Villa risale al 1560, nata dalle volontà di Giulio della Torre, un famoso umanista ed intellettuale dell’epoca, e fra gli ispiratori che contribuirono a definirne il progetto, si ricordano i grandissimi Giulio Romano, autore del gonzaghesco Palazzo Te a Mantova, Michele Sanmicheli, Bartolomeo Ridolfi e lo stesso Giulio Della Torre.
L’originalità di questo storico edificio risiede interamente nella sua concezione: da un lato dimora di campagna legata alle attività agricole del podere, dall’altro luogo pensato per la pace del corpo e dell’anima, secondo i canoni fissati dagli scrittori latini, tanto amati dalla tradizione umanistica italiana.
Note artistiche interessanti della Villa mostrano quanto il rigore stilistico del tempo legato al senso del sacro sia piacevolmente inframezzato da grande versatilità e punti di laicità, come lo dimostrano stupendi ironici camini detti “Mascheroni” (Diavolo, Angelo, Pesce o Mostro Marino e Leone) testimoni della forza e della bellezza del fuoco, animati quasi da uno spirito grottesco.

  • FEUDI SAN GREGORIO (Sorbo Serpico – Campania)

Dall’origine, dalla natura alla conclusione del suo percorso, il vino oggetto di culto”. È questo il principio ispiratore del progetto di ristrutturazione affidato nel 2002 alla giovane Hikaru Mori. Grazie al design dell’architetto giapponese, la cantina preesistente acquista un’immagine moderna ed uniforme, altamente tecnologica, capace di esprimere la propria innovazione anche all’interno dei processi produttivi in cantina, superando qualsiasi “contraddizione” visiva legata al concetto di cantina tradizionale dell’immaginario collettivo. Tradizione ed innovazione a basso impatto ambientale sotto un tetto d’acciaio, pareti in vetro, zinco, cemento e pietra, uno spazio unico nel suo genere, atto a raccontare della storia dell’azienda, del suo territorio e ad una vinificazione d’eccellenza.
Una galleria di circa 130 mt custodisce oltre 5.000 botti e barrique grazie a pareti armate immerse nel terreno ed un canale artificiale di acque, che garantiscono le condizioni climatiche di umidità ideali per il riposo del vino. In esterno dominano giardini pensili, scanditi su diversi livelli da susseguirsi di odori, spezie, piccoli alberi da frutta disegnati da fontane lineari e percorsi pedonali che ne definiscono la forma. Nasce così una delle prime cantine d’autore in Italia, esposta per ben due volte come eccellenza architettonica alla Biennale di Venezia.

  • TENUTA CASTELBUONO (Bevagna – Umbria)

La Tenuta Castelbuono è la cantina umbra fra Montefalco e Bevagna di proprietà della famiglia Lunelli. Acquisita nel 2001, il progetto della nuova cantina è stato commissionato all’amico di famiglia Arnaldo Pomodoro, che la studiò come uno scrigno per il vino. La forma ricorda una tartaruga, a cui si deve in effetti il nome stesso voluto da Pomodoro: “Carapace”. È un’opera unica, che sfida i confini tra scultura e architettura. Si offre allo sguardo come una grande cupola ricoperta di rame, incisa da crepe che ricordano i solchi della terra che l’abbraccia. Un elemento scultoreo a forma di dardo di colore rosso, che si conficca nel terreno, sottolinea l’opera nel paesaggio. Entrare nel “Carapace” significa addentrarsi in una scultura di Pomodoro, come avverte subito il suo alfabeto artistico, immediatamente riconoscibile nella volta interna.

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