Mastrojanni

In provincia di Siena, all’estremo sud/est del comune di Montalcino e più precisamente a Castelnuovo dell’Abate, sorge l’azienda agricola Mastrojanni. Nel corso del tempo, il Brunello Mastrojanni ha saputo distinguersi per eleganza, sapidità, potenza e lunghezza, nonché per la scrupolosa e intransigente attenzione dedicata alla cura delle vigne.

L’azienda deve gran parte del suo successo alla felice posizione geografica della zona di produzione che la ospita, ad un panorama di rara suggestione dove, ancora oggi, è la natura incontaminata a far da padrona. La vite, che cresce e si sviluppa senza complicazioni nei mesi temperati, teme invece i climi estremi per cui annate gelide daranno frutti aspri, annate torride provocheranno un aumento notevole della percentuale di zucchero nell’uva diminuendone la naturale acidità.

L’azienda Mastrojanni gode della favorevole prossimità del Monte Amiata, antico vulcano spento che rappresenta una protezione naturale contro il verificarsi di eventi atmosferici particolarmente aggressivi e dannosi per la salute delle viti come grandinate e acquazzoni. La spiccata salinità del terreno, la presenza di ripide più o meno scoscese, esposte a tutti i punti cardinali sono alcuni degli aspetti che conferiscono alle uve quel profilo unico che si traduce in un vino dalla forte personalità, dal carattere distintivo e inconfondibile e che fanno della vendemmia una scommessa che si rinnova anno dopo anno. I vigneti Mastrojanni nascono insieme all’azienda oltre 35 anni fa con un obiettivo ben preciso, valido allora come oggi: prediligere la qualità anziché la quantità. In linea con questo obiettivo, l’azienda da sempre opera nella convinzione che un buon vino possa nascere solo dalla comprensione della grandezza della natura e all’uomo spetti solo il compito di poterla testimoniare, ovvero riuscire a produrre un prodotto di alta qualità senza stravolgerne le caratteristiche originali.

Il vero protagonista delle vigne Mastrojanni è il Sangiovese, denominato Brunello a Montalcino. In quantità minori crescono anche Cabernet Sauvignon, Moscato, Malvasia di Candia e Sauvignon con resa altrettanto straordinaria, grazie ad una variabilità pressoché unica dell’altitudine. Non si può produrre un gran vino senza capirlo, ed è per questo che bisogna comprendere quando è il momento giusto per la vendemmia, così da portare in cantina solo uve perfettamente mature e sane, quale legno usare per la vinificazione e l’affinamento in botte, quando travasare il vino e a che temperatura conservarlo. Resta limitato l’utilizzo in vigna di prodotti fitochimici, per cui gli unici correttivi ammessi sono quelli di origine naturale.

I vini della cantina