Falesco

L’Azienda Vinicola Falesco è stata fondata nel 1979 a Montefiascone dai fratelli Riccardo e Renzo Cotarella: due enologi, profondamente radicati in questa terra a cavallo tra Lazio e Umbria, che nel corso degli anni hanno ricoperto importanti cariche nel settore del vino, ottenendo significativi riconoscimenti. Riccardo Cotarella, Presidente ed Enologo di Falesco, è attualmente Presidente e Direttore della Riccardo Cotarella Winemaking Consultancy, Professore di Viticoltura ed Enologia all’Università di Viterbo, consulente per oltre 80 cantine in Italia e nel Mondo, Presidente di Assoenologi Italia, Union Internationale des Œnologues ed è stato Presidente del Comitato Scientifico per l’allestimento del Padiglione VINO – A Taste of Italy ad EXPO Milano 2015.  Numerosi sono, inoltre, i premi ricevuti nell’arco della sua carriera, tra cui: Business and Culture Award 2001 (Camera di Commercio degli Stati Uniti d’America di New York), Miglior Enologo Italiano 2001 (Gambero Rosso), Winemaker of the Year 2001 (Wine Enthusiast), Miglior Enologo Italiano 2002 (AIS), International Award 2007 (Verona Fiere Vinitaly), Cavaliere dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana 2008 (Presidenza del Consiglio dei Ministri), Laurea Honoris Causa in Scienze Agronomiche 2011 (Università di Viterbo).

Uno dei primi obiettivi dell’impresa fu quello di recuperare gli antichi vitigni della zona. Il territorio, infatti, aveva goduto nei secoli addietro di una fama che gli derivava dalle produzioni di vini straordinari, esclusivi delle mense papali e dell’antica nobiltà ma, da innumerevoli decenni, versava in una preoccupante situazione di abbandono. Iniziavano così lunghi anni di ricerche e di selezioni con lo scopo di isolare antichi cloni, ormai considerati estinti, e delicate microvarietà, ma d’ineguagliabile valore aromatico e organolettico, che nei vigneti specializzati degli anni Sessanta erano quasi del tutto scomparse.
Accanto a questa operazione di recupero, si cercò di identificare le aree viticole dove l’esposizione e la particolarità dei terreni potessero garantire vini di altissima qualità. Qui erano sopravvissute le più antiche e rare varietà locali a bacca bianca, tra cui il Roscetto che, come da studi sul DNA effettuati dal Prof. Attilio Scienza, deriva dalla famiglia delle uve Greco. Contemporaneamente era stata realizzata una cantina moderna dove l’impiego delle ultime tecnologie per la fermentazione permettevano di esaltare il patrimonio aromatico e gustativo delle uve locali.

Solo dieci anni dopo, con il 1989, è iniziata la produzione del Poggio dei Gelsi: un EST! EST!! EST!!!  che è riuscito in poco tempo a ridare lustro ad un territorio e ad un vino che era stato ingiustamente dimenticato. A partire dalla vendemmia 1998, dopo quindi molti anni di esperienza e di studi intorno all’affascinante varietà Roscetto, è stato prodotto il Ferentano, vino che esprime appieno la potenzialità e la ricchezza di queste uve. Poi è stata la volta di un particolare clone di Merlot che ha dimostrato ancora una volta la vocazione alla qualità delle terre laziali: il Montiano. Nato con l’annata 1993, sin dall’inizio è stato acclamato come uno dei più grandi e innovativi rossi italiani, distinguendosi per la notevole eleganza, per il prezioso patrimonio aromatico e per la grande concentrazione e struttura. Con la vendemmia 2001 è stato successivamente intrapreso il processo di valorizzazione di un altro vitigno storicamente legato all’area intorno al Lago di Bolsena: l’Aleatico. Dall’Azienda Agricola Pomele, infatti, si ricavano le uve dalle quali nasce un vino, denominato appunto Pomele, che spicca per le note aromatiche tipiche di questa varietà, per la sua freschezza e piacevolezza. Nel 1999 Falesco ha arricchito il proprio patrimonio acquistando l’Azienda Agricola Marciliano, di circa 260 ettari, posta sulla stupenda collina a sud di Orvieto, nei comuni di Montecchio e Baschi. Da questi vigneti provengono le uve Merlot, Cabernet e Sangiovese, nonché Vermentino e Verdicchio. Dal miglior vigneto dell’azienda si producono meravigliosi grappoli di Cabernet Sauvignon per la realizzazione di un vino che prende il nome stesso dell’azienda, Marciliano, e che esprime appieno la personalità di queste uve coltivate in questa terra.
In collaborazione con l’Università della Tuscia di Viterbo, nella medesima area sono state inoltre impiantate oltre 25 varietà diverse in un vigneto sperimentale, che vanno dal Nero d’Avola al Primitivo, dal Malbech al Tannat, via via passando per il Carmènere, il Montepulciano e il Teroldego. Due importanti eventi hanno segnato la storia più recente delle nostre etichette. Nel 2009 è stata, infatti, avviata la produzione del nuovo Tellus Syrah e di Trentanni, Rosso dell’Umbria dedicato al 30° Anniversario dell’Azienda Vinicola; mentre nel 2011, in occasione dei 150 Anni dell’Unità d’Italia, sono stati presentati il vino spumante Anita, ottenuto da uve Aleatico, e Soente: bianco laziale nato dall’incontro tra Viognier e vitigni sperimentali.

Da gennaio 2015, infine, con Dominga, Marta ed Enrica Cotarella, una nuova, terza, generazione è ufficialmente approdata alla guida dell’azienda di Famiglia. Un passaggio epocale che, a distanza di oltre trent’anni dalla fondazione di Falesco, ha segnato un riposizionamento aziendale e un rinnovamento del logo.