Badia a Coltibuono

Badia a Coltibuono è legata alla famiglia Giuntini/Stucchi-Prinetti dal 1846. La famiglia Stucchi Prinetti a Badia a Coltibuono è da considerarsi pioniera del Chianti, avendo investito in questa tenuta già nel 1846, quando il banchiere fiorentino Michele Giuntini, antenato degli attuali proprietari, acquistò la bella struttura romanica ed i poderi circostanti. Da quell’anno Badia a Coltibuono tornò a rifiorire grazie ai numerosi interventi attraverso le generazioni della famiglia. Succeduta in eredità negli anni ‘30 a Maria Luisa Stucchi Giuntini, fu da lei gestita, trasformata e transitata indenne attraverso la Seconda Guerra Mondiale. Il figlio Piero Stucchi Prinetti si affiancò alla madre negli anni 50 e in seguito, grazie alla sua visione, energia e capacità manageriali, iniziò la trasformazione in una moderna azienda. Fu lui che iniziò, fra i primi, ad imbottigliare e vendere, sul mercato nazionale ed internazionale, le migliori annate di Chianti Classico della tenuta, fino a quel momento conservate nelle antiche cantine dell’abbazia come riserva della famiglia. Nel corso degli anni ‘80 e ‘90 tre dei quattro figli sono subentrati nella conduzione dell’azienda.

Ben 6 generazioni, ad oggi, si sono succedute nella proprietà e si sono avvicendate sempre con passione e rispetto delle radici e della straordinaria storia. Un impegno forte e sentito non solo per la Badia in sé ma, in senso più ampio, per tutto il bellissimo territorio chiantigiano che la circonda, con le sue genti, le tradizioni ed i luoghi: una forma di partecipazione attiva e sensibile alla conservazione, intesa nella più rispettosa e moderna accezione. In questo luogo dove, mille anni fa, i monaci hanno sviluppato metodi sostenibili di coltivazione della terra, la famiglia Stucchi oggi continua all’insegna dell’impegno verso l’agricoltura biologica, col fine di mantenere il terreno sano e fruibile anche dalle generazioni future.

La scelta di un’agricoltura più sana e sostenibile nasce nel 1985 con la decisione per allora in totale controtendenza di non utilizzare diserbanti e insetticidi. Negli anni si concretizza sempre più l’approccio Biologico, che porta alla certificazione delle ulivete nel 1994 e nel 2000 alla certificazione di tutta l’azienda. Inerbimenti, compostaggio, concimazioni organiche e incremento della biodiversità sono i capisaldi di un approccio che salvaguarda la salute dei lavoratori e dell’ambiente. I vigneti di Badia a Coltibuono sono dislocati nella zona di Monti, quella più a sud del comune di Gaiole, da sempre ospita i vigneti della millenaria Badia a Coltibuono. Si coltivano principalmente uve Sangivoese, oltre a uve autoctone quali Canaiolo, Ciliegiolo e Colorino oltre ad aver reintrodotto coltivazioni di Mammolo, Malvasia Nera, Pugnitello, Fogliatonda e Sanforte.