Allegrini

La famiglia Allegrini è protagonista della storia di Fumane e della Valpolicella fin dal XVI secolo come attestano alcuni documenti notarili, da sempre legata al lavoro agricolo ed alla valorizzazione della tradizione contadina. Le scelte operate con grande lungimiranza hanno portato l’azienda a diventare una delle cantine leader in Italia grazie anche ad alcune innovazioni:

  • Introduzione dell’uso della barrique in abbinamento alle tradizionali botti in rovere di Slavonia ed, in parallelo, la riduzione del periodo d’invecchiamento, così da mantenere vivo il sapore e il profumo del frutto;
  • Revisione della consolidata tecnica del Ripasso sostituendo l’utilizzo delle vinacce con una percentuale di uve messe ad appassire, così da indurre la “seconda fermentazione” e donare al prodotto una particolare complessità aromatica ed un profilo elegante ed armonico;
  • Modifica del metodo dell’appassimento con l’ideazione e la creazione di “Terre di Fumane”, fiore all’occhiello dell’enologia della Valpolicella. Si sono create le condizioni ottimali di conservazione delle uve destinate all’Amarone e al Recioto a garanzia di elevati standard qualitativi.

Il più nobile dei vitigni autoctoni della Valpolicella è la Corvina Veronese che si caratterizza per una buona vigoria e trova contenimento in terreni poveri, di origine alluvionale a composizione argilloso-calcarea, ben esposti e ventilati. Varietà che può sostituire la Corvina fino a un massimo del 40% e il Corvinone che trova la sua massima espressione dopo il processo di appassimento. Un altro dei vitigni autoctoni del Veronese è la Rondinella, un vitigno abbastanza rustico che non richiede terreni particolari data la sua adattabilità a diverse situazioni pedo-climatiche. Oseleta è invece un antico vitigno recentemente recuperato grazie alle sue interessanti caratteristiche organolettiche e viene generalmente utilizzato in uvaggio per apportare corpo e colore. Simbolo della Valpolicella è l’Amarone, il suo progenitore, il Recioto, conosciuto sin dai tempi dei Romani, ha rappresentato a lungo l’orgoglio dei viticoltori, che lo consideravano il vertice della propria produzione. Era, all’epoca, l’unico vino di appassimento realizzato in Valpolicella ed è tuttora tra i pochissimi vini rossi dolci del mondo. Infine, la Molinara, vitigno dagli scarsi apporti di sostanze coloranti e di struttura, viene oggi destinata prevalentemente alla produzione del Valpolicella, considerato anche l’interessante contenuto di note minerali. 

La Valpolicella, area prestigiosa del panorama enologico, situata tra Verona e il Lago di Garda, è stata terra dedita alla viticoltura sin dall’antichità, come conferma l’etimologia del suo stesso nome: “val polis cellae” significa, infatti, “la valle delle molte cantine”.