Vini vulcanici: che cosa sono?

I vini vulcanici sono vini che nascono in zone dove la conformazione del terreno è di origine vulcanica e, di conseguenza, per natura fertile. Scopri quali sono le aree più conosciute per la produzione di vini vulcanici.

I vini vulcanici sono vini che nascono in zone dove la conformazione del terreno è di origine vulcanica e, di conseguenza, per natura fertile. Si tratta, infatti, di terreni da cui la vite trae grande beneficio, in quanto ricchi di minerali come potassio, fosforo, zolfo e magnesio, rocce laviche, tufi e, non dimentichiamo, anche sabbia, composti quindi utilissimi per il buon drenaggio ed assorbimento dell'acqua, quindi per la fertilità del terreno. La particolare porosità delle rocce che compongono questi terreni garantisce, inoltre, una costante presenza di umidità, che aiuta la pianta a non soffrire nei periodi caldi.
Le aree più conosciute per la produzione di vini vulcanici sono:

  • la zona di Soave
  • il Vesuvio
  • il Vulture
  • la zona dei Campi Flegrei in Campania
  • l’area attorno all’Etna
  • l’isola di Pantelleria

Non dimentichiamo però zone come Frascati, quella del viterbese nel Lazio, la bassa Toscana e l’Umbria.

Secondo dati di qualche anno fa, la superficie vitata a produzione di vini di origine vulcanica è di circa 17.000 ettari per un totale di quasi 160 milioni di bottiglie.
Dai vini che nascono da terreni di questo tipo, però, non aspettatevi potenza del frutto ma piuttosto vini di grande finezza e complessità: sensazioni finissime, eleganti, dove prevale il floreale, perché il frutto è timido e lascia spazio anche a fini sentori speziati.

Tanto per fare un esempio chiarificatore, basti pensare al Soave Classico DOC da uve Garganega o al Nerelllo Mascalese che forma il famoso “Etna Rosso DOC”, vino che nasce alle pendici del vulcano Etna. Troverete, in questo caso, un’eleganza, un tatto e una finezza tannica che non ha uguali.

VINO VULCANICO: COME RICONOSCERLO

Che cosa fare se vi trovate con un vino vulcanico nel calice? Ecco come degustarlo.
Prima di tutto mantenete la calma, non esagerate nel roteare il bicchiere... potrebbe esserci pericolo di esplosione. Ovviamente scherziamo!

NASO

La finezza al naso potrebbe farvi credere di avere davanti un vino di poco valore, facile e, di solito, se non si è esperti,  si potrebbe dare un giudizio negativo per via di una sensazione che fa pensare ad una mancanza di frutto. Attenzione, perché non sono i profumi il reale valore di questi vini, ma bensì la finezza degli stessi. Di solito nei vini vulcanici non si trovano grandi intensità ma importanti persistenze. Tradotto, significa che non avrete l’immediatezza di un frutto, ma l’insieme di sensazioni che vi ricorderanno qualcosa di minerale. Il frutto gioca nelle retrovie, perché è più rarefatto e così le componenti speziate.

PALATO

Il fascino di un vino che nasce dalla lava continua anche al palato. E qui che notate sapidità. È in questa fase che i giochi sapidi, la ricchezza nel gusto vi portano a intenderne la bellezza. Il suggerimento, per i meno esperti, è di assaggiare le prime volte con persone che conoscono questa tipologia di vini o degustate insieme al produttore che sicuramente sarà in grado di guidarvi.


Curiosità:
Altra cosa importante da sapere è che forse avete già bevuto vini vulcanici, ma non lo sapevate. Magari siete andati in ferie a Ischia e vi hanno dato un vino bianco, forse una Biancolella e vi siete fatti catturare dalle finezze aromatiche. Oppure avete sorseggiato un calice durante una sosta in zona Orvieto o sui Colli Euganei, altra importante zona dedicata alla produzione di vini oggi denominati vulcanici.
Si tratta di vini a cui prima nessuno prestava attenzione ed ora, invece, sono accolti con entusiasmo dal pubblico sensibile al fascino del vulcano. Da provare quindi!

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