La vera Piadina Romagnola... si gusta col Sangiovese

Pji, pjida, piadèna, piè o pieda... qualunque sia il suo nome, la piadina romagnola è un simbolo se non addirittura la bandiera gastronomica più rappresentativa della Romagna. Con cosa si accompagna? Beh, con il Sangiovese, ovvio!

Un vecchio adagio popolare racconta che ti accorgi di essere arrivato in Romagna perché quando chiedi da bere, al posto dell’acqua ti offrono vino. È spontaneo aggiungere che oggi, ci si accorge di essere arrivati in Romagna anche quando si notano a ogni angolo della strada i tipici chioschi della piadina. Da Forlì a Cesena, da Ravenna a Rimini il “pane dei poveri” prende nomi e aspetti diversi. Pji, pjida, piadèna, piè o pieda... qualunque sia il suo nome, la piadina romagnola è un simbolo se non addirittura la bandiera gastronomica più rappresentativa della Romagna.

PIADINA ROMAGNOLA: I VERI INGREDIENTI

Pare che le origini risalgano ai tempi dei Romani dove farina, acqua e un po’ di sale erano gli ingredienti principali del pane fatto in casa, mentre, solo chi poteva permetterselo, aggiungeva latte o strutto. Le caratteristiche attuali della piada si sono “evolute” con l’evolversi del gusto. Si notano differenze sensoriali all’assaggio, che variano secondo chi la prepara evidenziando, così, un legame con il territorio d’origine, provincia o addirittura paese di appartenenza.

 

Nella Romagna più profonda, infatti, ci sono paesini che vantano ricette della piadina davvero straordinarie (in alcune zone, ad esempio, si aggiunge all’impasto miele) in altre zone più verso il mare, come a Rimini, la piadina è solitamente sottile e croccante mentre nell’entroterra, come a Sant'Arcangelo di Romagna, è più spessa e soffice. C’è chi aggiunge dosaggi “segreti” di strutto o latte; chi aggiunge all'impasto rosmarino o semi di lino, o addirittura ciccioli freschi o olive (solo i più golosoni!). La fantasia scatena il gusto in un circolo di sapori che affonda le radici nella storia e nella creatività personale. Quando era davvero il cibo dei poveri, la piadina era puro companatico, veloce e facile da preparare per accompagnare un pasto semplice quanto un pezzetto di formaggio. Oggi, invece, la piadina romagnola è abbinata e servita sempre più spesso con salumi, formaggi, verdure, se non addirittura confetture e cioccolato come piadina dolce a fine pasto, in più la si può trovare con impasti aromatizzati alle erbe aromatiche o con l'aggiunta di semi di lino o papavero, preparata all'olio, con farina di Kamut, integrale o di canapa... è possibile gustarla ormai di tutti i tipi e farcita con qualsiasi ingrediente.

PIADINA ROMAGNOLA: COME SI CUCINA?

Anche la cottura e i metodi stessi fanno la differenza. All’interno dei chioschi, si vede la piada prendere il caratteristico color bronzeo direttamente sulla lucida piastra ma come non provare nostalgia per quella cotta sotto la cenere o preparata nei forni a legna per non dimenticare quella cucinata sulla piastra piuttosto che fritta cui si univano nell’impasto le rimanenze di cucina che andavano a riempire di gusto e sostanza il “pane dei poveri”.
Oggi la piadina è presente in ogni dove, nei banchi dei supermercati, nei ristoranti e nei negozi di generi alimentari e la soluzione di cottura migliore a casa è su una teglia piatta, meglio in ghisa che antiaderente. Quella originale, però, la trovate nei chioschi presenti solo nelle provincie romagnole. È in Romagna che fragranze e sapore invadano le strade a ricordo di un passato quando il cibo sapeva ancora di vero.

CHE VINI SI BEVONO CON LA PIADINA?

In Romagna, è inutile dirlo.... il vino giusto da abbinare alla piadina è naturalmente il Sangiovese. Si usa solitamente la versione Sangiovese Superiore per l’abbinamento "piada e salumi", mentre con piadina e salsiccia o formaggi stagionati è preferibile un Sangiovese versione Riserva. Per la piadina con formaggio Squacquerone di Romagna DOP e rucola meglio la famosa Albana secca e se siete nel dubbio tra bianco e rosso ricordiamo che la Romagna produce anche ottimi rosati sempre da uve Sangiovese. Per le piade dolci, invece, sempre meglio preferire vini passiti e in Romagna la regina dei passiti è l’Albana Passita.

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