Spritz: tu sai le dosi?

Lo Spritz è un cocktail alla moda che si beve ovunque, tanto che si può chiedere in qualsiasi bar della nostra penisola. Dal Piemonte alla Sicilia, se andate in un bar e chiedete uno Spritz, vi servono il vostro bicchiere colorato con dentro… un momento, aspettate un attimo... che cosa c’è dentro uno spritz?

Lo Spritz è un cocktail alla moda che si beve ovunque, tanto che si può chiedere in qualsiasi bar della nostra penisola. Dal Piemonte alla Sicilia, se andate in un bar e chiedete uno Spritz, vi servono il vostro bicchiere colorato con dentro… un momento, aspettate un attimo... che cosa c’è dentro uno spritz? Un bel dilemma, non c’è che dire, ma siamo convinti che tutti gli appassionati di questo storico drink siano più che in accordo nel confermare almeno un ingrediente, quello principe per noi: il vino.

SPRITZ: STORIA E ORIGINI

Lo Spritz nasce a Venezia, checché se ne dica, anche se ogni area della nostra penisola rivendica la paternità di questa bevanda. Alcune fonti affidabili indicano che molto probabilmente lo Spritz sia nato nel corso delle torride ed umide estati veneziane, per mitigare la sete, senza rinunciare ad un “cicchetto”, il famoso “goto de vin”. All’epoca si trattava di un tozzo bicchiere di vino, in cui veniva aggiunta acqua ghiacciata.
L’antica ricetta dello Spritz veneziano era infatti: vino bianco + acqua gelata (spesso frizzante). Semplice vero? Come tutte le bevande gradite al grande pubblico, anche lo Spritz è oggetto della fantasia di chi lo prepara e, di conseguenza, spesso la sua ricetta varia in base alle mode. Uno Spritz a Milano sarà simile allo Spritz preparato in un piccolo paesino del sud dell’Italia, ma in una grande città, proprio perché tale, potremmo trovare l’evoluzione dello Spritz stesso. Tanto è vero che di questo drink esistono decine di versioni nate dalla fantasia di barman - professionisti dell’arte della miscelazione - e dai desideri della propria clientela. Un connubio di creatività e professionalità, diffondendo lo Spritz sui banconi dei bar di tutta Italia. C’è di più. Lo Spritz ha raggiunto un livello di notorietà tale da aver superato i confini del nostro paese, alla conquista di appassionati internazionali, specialmente americani. E l’America, si sa, è tanto creativa e competitiva che ne è nata un’altra moda, da cui sono spuntate ulteriori nuove ricette. E veniamo, appunto, alle ricette e alle loro stesse variazioni.

SPRIZT: RICETTA ORIGINALE E VARIANTI

  • Ricetta antica veneziana: vino bianco fermo, acqua gelata. Chi poteva permetterselo aggiungeva una scorza di limone e variava la qualità del vino
  • Ricetta classica più diffusa: vino spumante, di solito si usa Prosecco, bitter (l’Aperol è forse quello più utilizzato) e selz, cioè acqua gassata molto frizzante, accompagnati da ghiaccio e una bella fetta d’arancia

Le varianti su quest’ultima ricetta sono tante, come ad esempio l’uso del bitter Campari, più amaro del alcolico dell’Aperol. In Spagna si trova spesso uno Spritz a base di vino rosso, più profumato e fruttato, a cui si aggiunge la gazzosa ed una fetta d’arancia (detto “tinto de verano”). Se preferite uno Spritz alla francese, c’è la versione con il vino rosato, un goccio di crema di ribes ed acqua gassata, guarnito con le fragole. Oppure esiste una sorta di versione russa, composta da Campari, succo d’arancia e Champagne (in questo caso siamo esenti da ogni responsabilità).

QUALI SONO LE DOSI GIUSTE PER FARE UNO SPRITZ?

Al di là del gioco e delle versioni più “raccapriccianti”, vediamo nel dettaglio le dosi necessarie per fare uno Spritz a regola d’arte. Le dosi sono importanti, soprattutto se lo preparate a casa, e vi raccomandiamo di rispettare la tradizione, ovvero creare una bevanda dissetante, che deterge lievemente il palato qualora mangiaste qualcosa e non una bomba alcolica arancione.

Le dosi per preparare uno Spritz in un calice da vino sono quindi le seguenti:

  • 60% di vino (Prosecco o vino bianco secco)
  • 15% di bitter (Aperol, Campari, Zucca o altro...)
  • completate con acqua gassata o seltz
  • guarnite con una fetta d’arancia

È giusto citare, visto quanto scritto, altre ricette con qualche elaborazione in più. Tra i più “macchinosi”, c’è il “Tarocco Spritz”. È la ricetta di una brava bartender newyorkese che lo prepara con gin, succo di limone, arancio, liquore Cappelletti - che ricorda il Vermouth - sciroppo di vaniglia e Prosecco. Anche negli Spritz di “casa nostra”, troviamo elaborazioni inconsuete. C’è chi alla ricetta classica di vino e acqua aggiunge vodka o chi mette succo di ananas perché ama lo Spritz versione “tropicale”. Si tratterebbe di una composizione di vino, succo di ananas e acqua gassata.... quindi anche in questo caso siamo esenti da ogni responsabilità! Comunque sia, i gusti non si discutono, ma un invito alla calma sarebbe doveroso. Va bene bere alla moda, ma che non diventi un delirio al limite della follia alcolica... e ricordate sempre la moderazione, in fondo è alcol.

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