Guida al Vino della Campania

15-05-2015

Autore
Vanessa Proti, VWC content manager

La Campania è una regione di grande importanza da un punto di vista enologico per la quantità di vitigni autoctoni presenti. Nel corso dei secoli, in Campania si sono incrociate spontaneamente varie tipologie di vite, diffondendo una grande varietà di uve, soprattutto perchè i vignaioli campani erano soliti piantare varietà diverse nello stesso appezzamento di terreno, così da scongiurare la diffusione di malattie su specifiche varietà, contando portare così a casa il raccolto ugualmente. Allo stesso modo, nelle case dei privati, chi faceva vino per se stesso utilizzava la stessa pratica. Questo ha consentito nei secoli la crescita spontanea di nuove varietà che poi si sono sviluppate nel tempo e arrivate fino a noi. Diversi i vitigni della regione, che oggi conservano ancora il nome del locale dialetto, sono nati proprio così.
Questa regione è stata un importante centro di diffusione della viticoltura, grazie al grande porto e alle vicende storiche che hanno visto questa terra in primo piano nei vari scambi commerciali, e ad oggi rappresenta un vero e proprio scrigno di vitigni autoctoni.

VINI BIANCHI CAMPANI

Quando si bevono vini campani, è difficile non notare la grande intimità tra il territorio ed i suoi vitigni. Un esempio emblematico di questo forte legame lo si ritrova nelle produzioni di vini bianchi campani. ​Greco, Aglianico, Falanghina e Fiano sono i fiori bianchi all'occhiello di questa regione italiana. Il Greco di Tufo DOCG, un grande bianco armonico, dal profumo intenso e fruttato, che deve il suo nome dalla presunta origine greca ed alla roccia tufacea su cui cresce l'uva. Nella stessa provincia collinare di Avellino si produce anche il Fiano di Avellino DOCG dalle omonime uve Fiano. Più delicato rispetto al Greco di Tufo DOCG, il Fiano associa la sua vigoria gustativa ad un indimenticabile sentore floreale. Spostandoci nella zona dell'Irpinia, qui Fiano e Falanghina, specie quella prodotto nella zona di Falerno del MassicoCilento e nel Sannio, raggiungono punte qualitative di grande eccellenza.

VINI ROSSI CAMPANI

La punta diamante della produzione vinicola della Campania è rappresentata dall'Aglianico, una delle migliori uve rosse del Meridione, da cui si ottengono vini rossi dotati della calda personalità tipica del Sud. Nelle colline attorno a Benevento, fra il Parco Taburno-Camposauro e Taurasi, l'Aglianico trova la sua massima espressione con la DOCG Aglianico del Taburno o Taburno DOCG e la DOCG Taurasi,  tanto da essere definito il "Bardolo del Sud". Caratterizzato da una forte vigoria, questo vino rosso campano è famoso per i suoi tannini importanti e per la sua spiccata propensione all'invecchiamento; non a caso, la versione "Taurasi Rosso DOCG" da disciplinare prevede un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno 3 anni di cui almeno 1 in botti di legno, mentre la "Riserva" sale ad almeno 4 anni obbligatori, di cui almeno 18 mesi in botti di legno. Perfetto se abbinato a piatti di carne, arrosti, formaggi stagionati e paste al forno, questo vino non mancherà di stupirvi per la gradevolezza del ritmo acido al palato e le mescole profumate con cui vi costringerà a pensare ad una terra antica, che continua ad affascinare con i suoi vini. 
Accanto all'Aglianico, in Campania sono coltivate anche uve Aleatico e Piedirosso, rispettivamente nell'isola di Ischia e nella zona attorno a Napoli. Dal vitigno Aleatico, si ottengono vini rossi semiaromatici sia secchi che dolci, mentre dall'autoctono Piedirosso, alle volte utilizzato insieme all'Aglianico, si producono vini rossi profumati e fruttati, ricchi di corpo, ma meno tannici rispetto all'Aglianico.

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