Brunello di Montalcino: chi lo ha scoperto e come si produce?

16-03-2017

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Vinitaly Wine Blog

Quando si parla di Brunello, ci catapultiamo dentro un territorio di circa 24 mila ettari di terreno benedetto dal cielo, dei quali distinguiamo 1.320 ettari di superficie vitata d’alto livello. E’ da queste terre che nasce il Brunello di Montalcino: uno dei vini più ricercati, amati e sofferti dagli estimatori di questo nettare.
Vede luce all’interno dei confini di questo comune toscano di Montalcino, dove i fiumi Ombrone, Asso e Orcia lo delimitano conferendogli una forma quadrata. Ci troviamo di fronte ad un territorio dal clima tipicamente mediterraneo dove, l’assenza di nebbie e gelate nella zona di media collina rende perfette le condizioni di crescita delle uve. Gli avvallamenti e gli improvvisi rialzi del territorio, creano una serie di microclimi che rendono più affascinante la scoperta del Brunello, senza dimenticare la composizione stessa del terreno che cambia “quasi ad ogni passo”. Un intreccio di scisti argillosi, arenarie, sedimenti calcarei, ghiaie che colmano di sfumature ogni sorso di questo vino.

LA STORIA DEL BRUNELLO

La storia racconta che nei primi anni dell’800 Clemente Santi, farmacista con la passione del vino, decise di dedicarsi a questo mondo, con l’aspirazione di creare vini più emozionanti. Dopo qualche anno di sperimentazioni, nella sua TenutaGreppo, s’incominciano a vedere i primi risultati positivi cui seguirono i primi riconoscimenti internazionali. Ferruccio Biondi Santi, nipote di Clemente, continuerà il lavoro di ricerca del nonno, distinguendo un clone del Sangiovese grosso da vinificare in purezza.
Era il 1870 quando nacque un vino potente e delicato allo stesso tempo: il primo Brunello.
Dopo i primi successi, altre famiglie (Anghirelli, Costanti, Galassi, Padelletti, Tamanti) seguirono l’esempio della famiglia Santi, ma solo questi riuscirono a portare il Brunello a livelli sempre più sorprendenti. Il 1888 e il 1891 furono annate strepitose, che consacrarono definitivamente il nettare di Montalcino, come vino di grande qualità sul piano internazionale.
Le uve che danno vita al Brunello, sono quindi quelle del Sangiovese grosso, per molto tempo screditato perché ritenuto inadatto per la vinificazione in purezza, mentre oggi è considerato il reale “autore” del recupero della vitivinicoltura Toscana. La densità attuale d’impianto si aggira attorno ai 4.000 ceppi per ettaro (che vuol dire minor resa per ogni pianta a vantaggio della qualità), allevati col sistema del cordone speronato.

COME SI PRODUCE IL BRUNELLO?

L’aria settembrina annuncia un momento delicatissimo: se l’anno è stato siccitoso o molto piovoso, si spera per un po’ di pioggia o per un prolungamento per i giorni di sole. La vendemmia è un lavoro d’attenta selezione dei grappoli che comincia attorno alla prima quindicina di settembre fino alla metà del mese successivo. Ognuno di questi è predestinato in base alla qualità - esposizione al sole e sanità delle uve -, ed in base alla tipologia di vino che si vuole ottenere, Brunello o un semplice Rosso di Montalcino. Le uve passano in cantina per la pigiadiraspatura e per la successiva fermentazione in vasche d’acciaio, di cemento vetrificato o in tini di legno. Il mosto rimane a contatto delle bucce per circa 2 settimane, cui seguono travasi e filtraggi.
Nel 1998 ci sono stati dei cambiamenti sul disciplinare di produzione, a causa delle nuove esigenze dei produttori. La necessità di usare le botti nuove ha ridotto a 24 mesi (invece che 48) la permanenza in botte, fermo restando però i 4 anni di permanenza in cantina, prima dell’immissione in commercio. Dalle obsolete botti di castagno, si è passati a quelle di rovere di Slavonia di grandezze diverse, per passare alle barriques da 225 litri di rovere francese, e ai tonneaux da 550 litri.

Il Brunello di Montalcino si presta perfettamente ai lunghi invecchiamenti, dove si affina diventando più morbido e sensuale. Si può godere di questa sua armonia dopo 6 o 7 anni di permanenza in bottiglia, da dove, una volta decantato, esploderà donando tutto se stesso.
 

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