Barrique: quando il legno fa la differenza

Quando si parla di vino, spesso si fa cenno anche alle botti che lo contengono e di conseguenza alla tipologia di legno delle botti stesse, in quanto questo implica differenze enormi nel risultato finale. A questo proposito avrete sicuramente sentito il termine “barrique”.

LA BARRIQUE: IERI E OGGI

La storia della “barrique” ci riporta in Francia, dove era usata come strumento per il trasporto perché si capì che in quelle condizioni il vino reggeva meglio lo stress del viaggio. Entrando nelle cantine molti di voi avranno visto queste piccole botti che contengono circa 225 litri di vino. Il loro profumo, soprattutto se impregnate di vino, caricano l’aria delle di piacevolissimi sentori speziati.
Oggi lo scopo della “barrique” non è più solo quella di contenere il vino, ma di conferire al vino stesso particolari caratteristiche. Prima di tutto il profumo; segue poi una maggiore struttura per un finale di tutto fascino. Il legno nel vino se ben dosato è in grado di ammaliare naso è palato.

QUALE LEGNO SI USA PER LA BARRIQUE?

  • Quercia
    Il legno di quercia utilizzato fa la differenza esattamente come la tostatura, lo spessore delle doghe e la permanenza del vino all’interno di essa. Esistono diverse tipologie di querce, ma di solito le due più utilizzate sono quelle di quercia americana e francese.
     
  • Quercia americana
    La quercia americana, invece, è conosciuta per cedere al vino potenti aromi di spezie. La sensazione in questo caso delle volte rischia di essere sovrastante se in cantina non si fanno attenzioni particolari.
     
  • Rovere francese
    La rovere francese dà al vino una particolare fragranza che ricorda le spezie dove non manca un leggero tocco vanigliato. La particolarità di questa tipologia di legno è la delicatezza speziata che infonde lentamente al vino.

QUALE VINO SI AFFINA IN BARRIQUE?

Altro importante fattore è la tipologia di vino che si affina in botte. Una cosa è mettere un Cabernet e altra è affinare, invece, un Pinot nero per non parlare di un vino bianco. È importante invecchiare in botte vini in grado di avere la capacità di reggere il legno. La sensazione di questo tipo di affinamento non dovrebbe mai sovrastare il frutto del vino ma essere solo un arricchimento dello stesso. In poche parole tra il frutto e la botte ci deve essere equilibrio.

COME FUNZIONA L’AFFINAMENTO IN BARRIQUE?

Volendo schematizzare per i meno esperti in materia, ecco cosa succede quando un vino si affina in barrique. La barrique tende a dare al vino aromi di spezie, di affumicato con particolare accento su toni di vaniglia. Il lento scambio di ossigeno che avviene durante questa fase di affinamento permette di avere un vino più morbido e meno astringente in base ovviamente alla tipologia di vino e alla tostatura nonché tipologia di quercia usata. L’abilità e il buonsenso di chi sta in cantina serve proprio per dosare tutto questo. Il rapporto tra vino e botte è un connubio millenario che si è consumato fin dalla notte dei tempi e ancora oggi continua nel silenzioso buio delle cantine.  

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