Aroma del Vino: floreale

02-03-2016

Autore
Vanessa Proti, VWC content manager

Uno dei passaggi fondamentali di una degustazione di vino è l’esame olfattivo, in cui si prendere in esame l’intensità, la complessità, la qualità nonché riconoscere la sfumatura odorosa che caratterizza il vino.
Quest’ultimo è probabilmente l’ostacolo più duro da superare, in quanto è necessario riattivare l’olfatto, senso quasi abbandonato al giorno d’oggi, e memorizzare tutti i profumi che ci circondano. In più, per poter riconoscere con facilità le note di un vino, il passo successivo è degustare molti vini, per tentare di distinguere i vari sentori che piano piano inizieranno a diventare familiari.
Il profumo di un vino è attribuito all’armoniosa combinazione fra aromi primari, secondari o terziari, legati a loro volta al territorio d’origine, al vitigno ed alle tecniche di vinificazione ed evoluzione del vino stesso.
Tra le sfumature che si percepiscono nel profumo di un vino, non manca quasi mai la nota floreale. L’aroma floreale lo si trova in vini bianchi che in vini rossi giovani, solitamente con queste distinzioni:

VINI BIANCHI GIOVANI, fiori freschi bianchi e gialli come:

  • gelsomino
  • fiori d’arancio
  • rosa bianca
  • giglio
  • mughetto
  • magnolia
  • caprifoglio
  • ginestra

Un esempio? Fiori di sambuco nel Sauvignon Blanc, rose bianche nel Gewürztraminer

VINI ROSSI GIOVANI, fiori freschi più tendenti al rosso/viola come:

  • rosa rossa
  • violetta
  • viola mammola
  • iris

Un esempio? Fiori di violetta nel Sangiovese, viola mammola nel Barolo

Questo aroma cambia con il passare del tempo, passando da note di fiori freschi a sentori di fiori più passiti e secchi, soprattutto nei vini rossi dal lungo affinamento.

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