Aroma del Vino: minerale

Oggi esaminiamo insieme il profumo del vino più originale e per molti difficile da percepire: l'aroma minerale.

Oggi esaminiamo insieme il profumo del vino più originale e per molti difficile da percepire: l'aroma minerale.
Utilizzare l'aggettivo "minerale" per descrivere un vino durante una degustazione, significa cogliere profumi dalle note amare e penetranti, spesso ed erroneamente, associate alla capacità del suolo di conferire al vino qualità/profumi minerali.
Indubbiamente non è semplice riconoscere il sentore minerale di un vino né quando si è “alle prime armi”, né dopo qualche degustazione di vino già alle spalle. Anche chi ha una certa dimestichezza nella degustazione, infatti, può essere portato ad esprimere, alle volte, pareri discostanti su questo profumo.

In generale, il concetto di “minerale” spesso è associato all’odore di pietre, minerali o metalli (come, ad esempio, la grafite, lo zolfo, la selce o la pietra focaia); prova a pensare all’odore che si sprigiona nell’aria se si sfregano di pietre focaie oppure i sassi bagnati dopo una giornata di pioggia. Altri degustatori classificano come “minerali” anche l’odore del catrame, dell’affumicato o della gomma bruciata, così come c’è chi associa la mineralità di un vino alla sua salinità, pensando quindi alla sensazione salina, attribuibile a questi vigneti che crescono a ridosso del mare o che risentono dell’influsso della brezza marina.
Poiché non sono ancora stati trovate prove e riscontri scientifici concreti sulla relazione fra i componenti del vino e la percezione di questo profumo, e se le sensazioni odorose sopra indicate si dimostrano le più vicine all’idea di “mineralità” associata ad un vino, è forse plausibile pensare che il legame diretto con il suolo sia piuttosto discutibile.

Bisogna comunque notare che, spesso, la sensazione di mineralità, anche per gli esperti, si percepisce principalmente in vini prodotti da uve di vigneti coltivati in particolari terreni (come quelli vulcanici, ad esempio). Ma se per “minerale” s’intende la sensazione legata ai sali minerali del suolo, a loro volta assorbiti dalla vite per poi giungere sino all'acino, va chiarito che le quantità rilevabili nel vino sono senza alcun dubbio trascurabili. Ecco il motivo per cui non è del tutto corretto.

In definitiva, oggi il dibattito sul minerale è ancora aperto. Esistono alcune tipologie di vino in cui, in parte, fattori ambientali, tecnologici e soprattutto percezioni sensoriali personali, portano a descrivere vini come “minerali” in maniera ancora forse imprecisa o confusa. Tuttavia è innegabile che se ci affidiamo alle nostre sensazioni e alle “simpatiche” descrizioni degli esperti che vi hanno trovato odori di benzina, ghiaia, idrocarburi, inchiostro, petrolio, polvere da sparo, i profumi minerali possono sembrare tanto strani quanto originali.

Qualche esempio?

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