10 cose da sapere sulla Valpolicella

05-09-2017

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Vinitaly Wine Blog

Pillole di Vino, per imparare di più sul vino e diventare un winelover sempre più esperto, senza annoiarsi davanti a troppi dettagli. Oggi parliamo di: VALPOLICELLA.
La Valpolicella oggi è di gran moda. Non si può negare che in questo momento tra i vini rossi italiani più ricercati dai mercati esteri c’è, soprattutto, l’Amarone della Valpolicella, simbolo della zona. Scopriamo allora qualche curiosità in più su questa famosa zona vinicola d’Italia, inviadiataci da tutto il mondo.

10 cose importanti da sapere sul vino della Valpolicella

1. Non solo Amarone

In Valpolicella, infatti, troviamo ottimi rossi cosiddetti minori, che tali in realtà non sono ottenuti da uve diverse autoctone e internazionali, vinificate in purezza o come “blend”.  Le uve più coltivate in Valpolicella sono: Corvina, Rondinella, Corvinone e Molinara, a cui si aggiungono uve altri vitigni autoctoni come Oseleta, Spigamonte o Dindarella (quest’ultima apprezzata per apportare note speziate ai vini). Oltre a queste si trovano anche altre uve tipiche del panorama viticolo italiano, quali il Sangiovese e le uve internazionali.

2. Quando diciamo Valpolicella intendiamo sia la zona che il vino

Il vino “Valpolicella” è un rosso tendenzialmente di medio corpo e di colore rosso rubino, piacevolmente acido e caratterizzato da un fine tannino. Il Valpolicella è il tipico vino della tavola di tutti i giorni, di cui esiste anche una versione più corposa denominata “Ripasso”. Questa è vinificata facendo, appunto, un ripasso sulle vinacce dell’Amarone per rendere le sfumature aromatiche ed il corpo più “importanti”.

3. La Valpolicella è una terra ai confini tra saggezza enologica e orgoglio medioevale

Gli antichi Romani, infatti, per primi capirono la vocazione alla produzione di uve da vino di questa terra. E secondo certe fonti storiche pare siano sempre stati gli antichi Romani a escogitare il sistema dell’appassimento delle uve, ancora oggi in uso, per ovviare al problema dell’umidità, una complicazione che inizialmente impediva loro di ottenere uve di qualità.

4. Si trova a nord di Verona e confina con il lago di Garda e i Monti Lessini

Il variare del paesaggio è uno dei punti di fascino del territorio. Si compone di valli,  dolci pendenze e zone più alte con una differenza di terreni che rendono unici i vini prodotti. 

5. Cosa significa “Valpolicella Classico”?

In un’etichetta di un vino della Valpolicella potreste trovare la dicitura “Valpolicella Classico” per intendere che la produzione è avvenuta nella zona storicamente più conosciuta, la prima a fregiarsi di una menzione che fa rima con qualità. Se trovate solo “Valpolicella”, la produzione del vino si riferisce alla zona subito circostante. Se trovate “Valpolicella Valpantena”, il vino è stato prodotto in un’appendice della stessa Valpolicella, ovvero nell’area che comprende la valle che da Verona si estende verso i Monti Lessini, fra i paesi di Quinto di Valpantena e Grezzana.

6. Che cos’è il Recioto della Valpolicella?

Il Recioto della Valpolicella è un vino rosso dolce. Da abbinare ai dolci con basi cioccolato, questo vino si produce attraverso l’appassimento delle uve la cui fermentazione viene fermata una volta raggiunto il necessario quantitativo di zuccheri che renderanno il vino dolce, cremoso e vellutato, nonostante le piacevoli ruvidità tanniche.

7. Sapevi che in Valpolicella esiste un metodo di vinificazione che si chiama scappà?

Si chiamava “scappà” (scappato, ovvero sfuggito), al processo di vinificazione del Recioto, il vino dolce da sempre prodotto in Valpolicella. C’è una leggenda (o forse la realtà?) che racconta che in realtà in Valpolicella veniva prodotto solo il Recioto. Finché, un giorno, qualcuno si dimenticò di fermare la fermentazione e si ritrovò con un vino secco, ma ricco di corpo e affascinante allo stesso tempo. Proprio perché non dolce, questo vino venne chiamato Amaro, fino a diventare “Amarone”, perché anche se non dolce come il Recioto era comunque un ottimo vino. Leggenda o verità poco importa, l’importante che questi vini non manchino nelle nostre tavole e soprattutto nella nostra memoria.

8. Una nota a parte merita l’uva Molinara

La Molinara è un’uva che divide l’opinione di molti produttori di Amarone. Alcuni la usano e altri no. I suoi grappoli conferiscono al vino una particolare sapidità, che in certi casi prende un accento quasi salato regalando gusto al vino stesso. Il problema è che non possiede molto colore e tende quindi a dare al vino una tinta meno scura e profonda. Da qui, le differenze di opinione tra i produttori che la preferiscono o meno. Per noi è solo un modo per scoprire una particolarità in più dell’Amarone.

9. L’Amarone... è un vino tecnico?

In passato era opinione diffusa da parte di qualche esperto che l’Amarone fosse un vino “tecnico”, per via del sistema dell’appassimento, rendendo le produzioni tutte troppo uguali tra loro e, quindi, poco attraenti. Siamo convinti che oggi gli stili di produzioni siano diversi. Ci sono aziende che prediligono le sfumature dell’appassimento e altri che preferiscono giocare sul gusto delle uve che possono essere utilizzate nell’uvaggio.   

10. Gli anni ’80 del Valpolicella

Negli anni ottanta i vini Valpolicella rossi rappresentavano i veri vini del veronese, concentrati e potenti, affiancati da un vino secco e leggero (quando c’era) che i contadini vendevano come un rosso poco impegnativo e dal finale ammandorlato. Il celebre Amarone d’oggi era invece considerato “interessante” solo quando era un po’ più carico di colore. Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe diventato il vino più richiesto del mondo?

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