Vini on line

“Palacinca”, la crespella dolce e salata che si perde nella notte dei tempi

La palacinca è una crespella, dolce o salata, che porta con sé una storia che si perde nella notte dei tempi. Le prime notizie al riguardo le troviamo in una iscrizione romana risalente al III secolo a.C.: periodo in cui la bontà di questo cibo raggiunse il Lazio a seguito delle campagne di guerra in Grecia dove, con il nome di plakoùnta,  si indicava una focaccia. La civiltà Ellenica conosceva già le proprietà nutritive di questo impasto di uova, farina, latte e grasso animale cotto sopra una piastra rovente. Un procedimento attraverso il quale le donne davano vita ad una specie di frittellone ovale che poi, una volta farcito col miele e ripiegato in quattro parti come un fazzoletto, lo davano ai guerrieri per tonificarsi prima di andare in battaglia. (altro…)

La patata del Piave: le bontà di Marca che stupiscono

Venezia, 13 agosto 2014

“I sapori e le bontà della Marca non finiscono mai di stupire. La patata del Quartiere del Piave è tra queste e sono lieto che chef e media dedichino a questo prodotto tutta la considerazione e l’attenzione che merita”. Il presidente del veneto Luca Zaia commenta con queste parole lo spazio dedicato dalla stampa locale a questa “scoperta”, oggi tanto apprezzata che la produzione viene praticamente, venduta in campo, spuntando ottimi prezzi.

“Ricordo che la patata del Quartiere del Piave non è una novità di oggi – aggiunge Zaia – ed anzi entra a pieno titolo nel novero dei prodotti agroalimentari tradizionali del Veneto”.

L’area di produzione comprende i Comuni di Vidor, Moriago della Battaglia e Sernaglia della Battaglia, in provincia di Treviso, dove vi terreni che si sono rivelati particolarmente adatti alla produzione di tuberi di grande pregio in cucina. Ma il vero connubio che dà la qualità è quello tra terreno e uomo coltivatore. E’ la sua mano, la sua esperienza e il suo intuito che consentono di elaborare le pratiche agronomiche più adatte per ottenere una patata di altissimo livello qualitativo.

La produzione della patata del Quartiere del Piave fa perno su una coltivazione di tipo tradizionale sostenuta dall’uso di concimi organici, in terreni argillosi che assicurano un’umidità sufficiente alla sua maturazione, lavorati in maniera superficiale e leggera. Quando sia necessario combattere le peronospora, viene fatto un attento e parco uso di prodotti a base di solfato di rame e calce.

Nella stessa zona dove si produce la “patata del Piave”, nasce anche il prosecco vino che si sposa benissimo con tante preparazione dove la stessa patata è protagonista. A questo punto non rimane altro che scegliere cibo e vino dello stesso territorio.

Il club di Agosto fa tappa in Trentino

ALto Adige

Agosto è il mese giusto per trasferirci nei luoghi più freschi della nostra penisola. Il club, questo mese, si trasferisce in Trentino, dove il vino regala emozioni fresche e ricche di frutto.  La nostra consueta scelta si concentra su tre vini: uno spumante, un bianco e un rosso. Scelte in grado di soddisfare i palati più esigenti senza dimenticare l’importanza della “semplicità di beva”. È nella semplicità che troviamo eleganza e piacevolezza.

Il primo vino è uno spumante della azienda “Opera” che nasce nel 2006 in Val di Cembra. È la passione di due amici che realizza al progetto e dopo alcuni anni di ricerca, per capire come meglio valutare il territorio, l’azienda prende vita e si specializza in una produzione originale: spumanti. Perché originale? Perché “Opera” produce solo vini spumanti da uve che vivono in simbiosi col territorio dove l’azienda, appunto, risiede. Abbiamo selezionato per voi il “Trento doc brut” 2009 con sboccatura 2014 ottenuto da uve chardonnay. Troverete in questo spumante un naso pulito, intenso e persistente. Odori di burro, erbe aromatiche, lieviti, arachidi sotto sale, crema e frutta gialla matura che ricorda la pesca, l’albicocca, la banana e il mango. Ricami di rose e leggere tracce di confettura di pesca. Piacevole la sensazione delle bollicine al palato, freschezza e sale sul finale. Da abbinare a un aperitivo a base molluschi e crostacei o qualche pregiato salume.

Il secondo vino scelto è un Muller Thurgau della Val di  Cembra, la zona più vocata per questo vitigno. L’azienda è una delle più rappresentative per quanto riguarda il Muller. Stiamo parlando di “Zanotelli”. Viticoltori da generazioni con la volontà di rendere importante una realtà produttiva anche in condizioni difficili, curando ogni particolare dell’azienda, dal vigneto fino alla vinificazione, con il chiaro obiettivo di catturare in ogni calice la cultura vitivinicola cembrana. Un’azienda che non ha mancato di conquistare nel tempo riconoscimenti. Ecco com’è il Muller Thurgau 2013 secondo i nostri esperti. Il naso è piacevolissimo. Pulito, intenso e persistente. Immediato nell’espressione. Aromi di erbe aromatiche che ricordano l’origano fresco, il timo e dove non manca un leggero tocco mentolato. Sfumature sul finale di frutta tropicale, lieviti e rose. Bocca fresca, delicata astringenza sul finale. Amarognolo ben gestito in chiusura. Un vino che senza tecnicismi si può definire buonissimo senza mezze misure. Abbinatelo a risotti leggeri e piatti di pescato.

Infine, non poteva mancare il principe dei rossi di queste montagne: il teroldego. Questo vitigno dà il meglio di sé, solo qui, grazie anche alla particolarità dei terreni. Adatto all’invecchiamento è perfetto abbinato a piatti di carne rossa, salumi, formaggi di media stagionatura e paste al forno. Di quale teroldego stiamo parlando, direte voi? Abbiamo scelto quello prodotto dall’azienda “Zeni”. Azienda storica trentina che nasce alla fine del 1800 che nei secoli ha conquistato grande pubblico e appassionati. Pluripremiata e amata da molti di “Zeni” berrete il “teroldego 2012”. Un vino dal naso pulito, intenso e persistente e dal frutto vivo. Un frutto scuro, di prugne selvatiche e more, appena cedevole e “morbido” con il ricordo dei lamponi. Sottili ricami di spezie e fiori. Il palato avvolgente e strutturato dove la parte sapida gioca con gli equilibri tannici con quella sicurezza tipica del teroldego. Come può essere un vino così buono? Non basta solo il microclima e il terreno. Serve anche grande attenzione alla vigna tanto è vero che la prima ispirazione di “Zeni”, per i suoi vigneti, fu verso il sistema francese legato alla produzione di altissima qualità, e agli impianti esistenti nel Trentino alla fine del secolo scorso. Al di là della nostra degustazione, con questo vino berrete un pezzettino di storia trentina, assaggerete una storia cominciata più di un secolo fa.

Buon Ferragosto!

La ricetta della settimana: “passatelli con funghi porcini e speck del Sudtirol”

La ricetta di questa settimana è dell’Executive Chef Ivan Polveri dell’ Hotel Arizona di Igea Marina. (altro…)

VINITALY 2015 EDIZIONE SPECIALE

Il prossimo anno la sinergia tra Vinitaly e i saloni Sol&Agrifood ed Enolitech, in programma dal 22 al 25 marzo 2015, sarà ancora più stretta, per offrire ai professionisti del vino in arrivo da 120 Paesi una panoramica completa della produzione italiana, fatta di vini di qualità, tradizione alimentare e tecnologie innovative: un unicum inimitabile che segna la differenza tra Italia e resto del mondo. Già aperte le iscrizioni ed iniziata l’attività di incoming di buyer internazionali, in collaborazione con le associazioni di categoria e le aziende vitivinicole. (altro…)

Vinitaly Wine Club intervista Daniele Pelassa

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Daniele Pelassa intervistato da Vinitaly Wine Club.

Tra le nuove entrate nel nostro Wine Club abbiamo l’azienda piemontese Pelassa. Un’azienda che produce vini di qualità nel rispetto del territorio e con occhio attento all’eleganza. Una raffinatezza voluta dalla proprietà, perché così a loro piace, ma che è anche segno di distinzione che facilmente entra nelle corde del grande pubblico e non solo degli appassionati. Intervistiamo così Daniele Pelassa. Siamo andati a trovarlo nella sua casa/azienda nelle colline del Roero e abbiamo fatto due chiacchiere con lui per meglio capire prima ancora dello stile, ormai chiaro ai più, la filosofia aziendale. leggi intervista… (altro…)

Kerner, il vitigno degli appassionati diventa “oggetto” di attenzioni di molti

Kerner

Uva Kerner

Il Kerner, è un vino che solo fino a poco tempo fa lo si trovava nelle tavole di pochi esperti appassionati oggi, invece, comincia a catturare l’interesse da parte del grande pubblico che, una volta conosciuto, se ne innamora definitivamente. Il nome è dedicato al ricordo di Justinus Kerner, poeta e medico tedesco, grazie all’amico August Herold, che incorociò il vitigno schiava (bacca rossa) e il riesling (bacca bianca). Erano gli anni’30 e lo scopo di questo incrocio era di dare vita a un vitigno adatto ai climi freddi tedeschi e ai terreni di determinate zone del nord. Il risultato fu talmente positivo che il vitigno fu ufficializzato negli anni ’70 con conseguente successo anche sui mercati. Oggi il vitigno si coltiva principalmente in Germania e Austria mentre, in Italia, lo si trova nella zona dell’Alto Adige a circa 1200 metri sul livello del mare. Uno dei Kerner più rappresentativi è quello prodotto da “Abbazia di Novacella”. Il Kerner 2013 assaggiato ha un naso pulito con ricordi olfattivi di buccia di pera, erbe aromatiche, minerale di gesso e pietra e fiori di acacia e fiori bianchi. Bocca fresca, avvolgente e  ben ritamata da piacevole freschezza. Con una bella mescola di ricordi fruttati con leggere tracce di confettura e fiori di campoo ed erbe aromatiche. Perfetto per un aperitivo o da abbinare apiatti di uova, salumi leggeri, piatti di pesce e formaggi freschi.

CITTA’ DELL’OLIO LANCIA IL CONTEST PER FOODBLOGGER

Una sfida a colpi di ricette su sei grandi temi che raccontano la cucina italiana da Nord a Sud: si chiama I Magnifici Sei ed è il nuovo contest lanciato dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio in collaborazione con l’Associazione Italiana Food Blogger per valorizzare e promuovere i principi della Dieta Mediterranea.

Il concorso, che inizia oggi e terminerà alla mezzanotte del 1 novembre 2014, è riservato ai foodblogger iscritti all’associazione AIFB, che potranno pubblicare sul proprio blog al massimo 1 ricetta inedita per ognuno dei 6 temi proposti – quindi un massimo di 6 ricette – che potrà partecipare esclusivamente a questo contest: potranno essere ricette fedeli alla tradizione o realizzate con interpretazione creativa e personale ma sempre rispettando il tema proposto. Per partecipare al concorso dovranno poi linkare la ricetta dal proprio blog al post del concorso, inserendo il banner del Contest nella sidebar al termine del post. (altro…)

La ricetta della settimana: “Tataki di Tonno Caramellato al pepe rosa con insalatina di puntarelle e acciughe del cantabrico”

La ricetta di questa settimana è proposta dallo chef Silver Succi del ristorante “Quarto Piano” di Rimini.

 

 

 

 

Ingredienti pe 4 persone: 

Lo chef del ristorante ” Quarto Piano” di Rimini Silver Succi durante uno spettacolo di show cooking

n. 1 tronchetto di tonno da 400 gr

n.1 cicoria cimata

zucchero di canna

n. 4 acciughe del Cantabrico

scaglie di pepe rosa

olio EVO

sale Maldon

aceto rosso

bacche di pepe rosa polverizzate

sale e pepe

germogli misti

Procedimento:

-       Salare leggermente il trancio di tonno, rullarlo nello zucchero di canna, spolverizzarlo di polvere di pepe rosa e bruschettarlo su una padella (possibilmente Lionese o Antiaderente) leggermente da tutti i lati.

-       Passarlo poi sulle scaglie di pepe rosa ed avvolgerlo “a modo salame” nella carta trasparente (pellicola). Lasciarlo riposare in frigorifero almeno 3 ore.

-       Tagliare molto fini le puntarelle, sciacquandole poi sotto acqua corrente. Asciugarle e poi condirle generosamente con olio, aceto, sale e pepe. Aggiungere a pezzi le acciughe di Cantabrico.

In un piatto fare un letto di insalatina di puntarelle, coprire con fettine di Tataki di tonno e condire con cristalli di sale, olio crudo e germogli a piacere

L’abbinamento di “Vinitaly Wine Club”: per questo piatto l’ideale abbinamento è un vino siciliano ottenuto da uve  ”Grillo” oppure un “Pecorino” delle Marche. Per chi è, invece, amante dei vini rossi da abbinare col pesce un azzardo piacevole potrebbe essere una “Lacrima di Morro d’Alba“.

Vacanze nel Sud Italia? Ecco i suggerimenti!

Sella&Mosca

Da Nord a Sud, una Sicilia da degustare

La fine dell’estate è sicuramente uno dei periodi migliori per visitare le due tenute di Baglio di Pianetto.  Nella piana degli Albanesi, a 650 m di altitudine, in una zona di montagna del palermitano, a Santa Cristina Gela, sorge la proprietà principale, dove il particolare microclima di quest’area favorisce la coltivazione di Catarratto, Viognier, Merlot, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon. In questo luogo incantato l’azienda dispone anche di un agrirelais, che ha stanze per il pernottamento e un ristorante. Il resort, gestito da Ginevra Notarbartolo di Villarosa, giovane nipote del conte Paolo Marzotto, è un’elegante dimora con piscina che nell’originalità degli arredi riflette amore per l’arte e attenzione ai dettagli oltre ad un gusto tipicamente siciliano. Grazie alla sua posizione strategica, non distante da Palermo e da altri luoghi di interesse culturale e naturalistico, rappresenta un punto di partenza ideale per un soggiorno che combini arte, storia ed enogastronomia e porti alla scoperta di villaggi pittoreschi, tesori artistici, chiese barocche, paesaggi incontaminati e prodotti tipici.  Nel profondo sud, in provincia di Siracusa, vicino a Noto, si trova invece l’altra cantina dell’azienda: Baroni. Qui il caldo torrido mitigato solo dalla brezza marina offre le condizioni per il Nero d’Avola, il vitigno siciliano per eccellenza. Entrambi i luoghi rappresentano mete da segnare sul taccuino di viaggio.

Informazioni per le visite: CANTINA BAGLIO DI PIANETTO -  VIA FRANCIA -90030 S. CRISTINA GELA (PA) Tel. +390918570002 – E-mail: info@bagliodipianetto.com

GUESTHOUSE & RISTORANTE- AGRIRELAIS – VIA FRANCIA – 90030 S. CRISTINA GELA (PA) – Tel. +390918570148 – E-mail: agrirelais@bagliodipianetto.com

SARDEGNA

Sardegna: Sella&Mosca a due passi dalle spiagge

Una distesa verde di vigneti a pochi passi dal mare di Alghero, un’azienda che offre un percorso a 360 gradi nel mondo del vino e il cui edificio vale da solo il viaggio per arrivare fin lì. Tutto questo è Sella&Mosca, una cantina, ma anche un’enoteca e un museo che recupera la storia della necropoli preistorica di Anghelu Ruju e delle sue genti e culture, scoperta nel 1903 all’interno dell’area. La Sardegna non è solo spiagge meravigliose e scorci panoramici mozzafiato, è anche terra di tradizioni, come quella del vino. Lo sa bene Sella&Mosca che ha voluto fare della sua sede una meta per i turisti e per gli amanti del buon bere, oltre che un punto di incontro e di scambio culturale sull’argomento vino. Per questo, da sempre, l’azienda riserva ai propri ospiti una visita gratuita di benvenuto che consente di esplorare l’intera Tenuta di Alghero. Il percorso è un itinerario sensoriale che parte dalla proiezione di un filmato riguardante la storia e i vini aziendali e si conclude con un brindisi con il Torbato Brut, specialità di Sella&Mosca, unica azienda al mondo che vinifica l’antico vitigno Torbato.

 Informazioni per le visite:

Tutto l’anno su prenotazione, da lunedì a venerdì, con orari da concordare contattando il tel. +39 079 99.77.00 Da giugno a settembre, oltre alle visite su prenotazione, è previsto anche un appuntamento fisso, da lunedì a sabato, alle ore 17.30.

ORARI ENOTECA: da lunedì a sabato 8.30 – 18.30; nel periodo da giugno a settembre da lunedì a sabato 8.30 – 20.00; in agosto aperti anche la domenica 9.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00.

PER RAGGIUNGERE L’ENOTECA: Località I Piani, 07041 Alghero (SS) – Strada provinciale 42 KM 20-21 GPS 40° 38.564’ N, 8° 20.021’ E  -  Tel. +39 079 99.77.19