Vini on line

Il Premio Nazionale Galvanina “Miglior Chef 2014” a Carlo Cracco

Rimini – Lo abbiamo conosciuto alle prese con severi giudizi su esecuzioni e dosaggio di ingredienti sotto i riflettori del celebre Talent di Masterchef. Allievo di due mostri sacri della cucina come Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse, Carlo Craccorappresenta la moderna evoluzione del cuoco nei primi anni del ventunesimo secolo: in costante sperimentazione, in giro per il mondo alla ricerca di nuove esperienze, imprenditore, testimonial, sguardo rivolto al sociale. Lo chef vicentino è un concentrato di attivismo e di nuovi stimoli, Ambasciatore della Regione Lombardia per Expo 2015, dal febbraio scorso ha aperto “Carlo e Camilla in segheria” a Milano, per citare le sue ultime due sfide.

E in questa un’agenda in eterno movimento e fitta di impegni, alla data domenica 7 settembre c’è segnata anche la località di Rimini che gli tributerà il prestigioso “Premio Nazionale Galvanina” nella sezione Cucina. L’occasione è la quattordicesima edizione del Festival della Cucina Italiana (5-7 settembre 2014) in programma sulle colline riminesi, tre giorni con il meglio del cibo e del vino. Cracco raccoglie il testimone da altre illustri firme della cucina italiana: tra gli ultimi, Gianfranco Vissani (2010), Gino Angelini (2011), Pino Cuttaia (2012) e Niko Romito (2013) a cui in particolare il “Premio Nazionale Galvanina” fu foriero di soddisfazioni visto che poche settimane dopo arrivarono le Tre Stelle Michelin.

Chi è Carlo Cracco (altro…)

Il naso elettronico ci aiuterà in cucina?

Tra non molto tempo andremo a fare la spesa con in tasca uno strumento di grande utilità: il naso elettronico. Secondo le ultime ricerche del settore, il naso elettronico sarà una realtà che tutti potremo usare e ci farà capire, semplicemente spingendo un tasto, se gli alimenti sono freschi o se sono in qualche modo sofisticati. L’olfatto è sempre stato il più misterioso dei cinque sensi umani. Due scienziati americani, vincitori tra l’altro del premio nobel per la medicina, sono riusciti a capirne il funzionamento creando così un prototipo di naso elettronico. Inizialmente era, per così dire, un naso rudimentale, in grado cioè di ripercorrere solo alcune dei milioni di strade aromatiche che ogni giorno invadono le nostre narici. Ultimamente, però, l’avanzare della tecnologia ci porta ad usufruire di nasi talmente sofisticati in grado di distinguere con esattezza la tipicità di un prodotto. Non si tratta di fantascienza ma di scienza, infatti, l’accademia nazionale dell’agricoltura in collaborazione con l’università di Bologna ha messo appunto un naso in grado di verificare il punto esatto di (altro…)

“Palacinca”, la crespella dolce e salata che si perde nella notte dei tempi

La palacinca è una crespella, dolce o salata, che porta con sé una storia che si perde nella notte dei tempi. Le prime notizie al riguardo le troviamo in una iscrizione romana risalente al III secolo a.C.: periodo in cui la bontà di questo cibo raggiunse il Lazio a seguito delle campagne di guerra in Grecia dove, con il nome di plakoùnta,  si indicava una focaccia. La civiltà Ellenica conosceva già le proprietà nutritive di questo impasto di uova, farina, latte e grasso animale cotto sopra una piastra rovente. Un procedimento attraverso il quale le donne davano vita ad una specie di frittellone ovale che poi, una volta farcito col miele e ripiegato in quattro parti come un fazzoletto, lo davano ai guerrieri per tonificarsi prima di andare in battaglia. (altro…)

La patata del Piave: le bontà di Marca che stupiscono

Venezia, 13 agosto 2014

“I sapori e le bontà della Marca non finiscono mai di stupire. La patata del Quartiere del Piave è tra queste e sono lieto che chef e media dedichino a questo prodotto tutta la considerazione e l’attenzione che merita”. Il presidente del veneto Luca Zaia commenta con queste parole lo spazio dedicato dalla stampa locale a questa “scoperta”, oggi tanto apprezzata che la produzione viene praticamente, venduta in campo, spuntando ottimi prezzi.

“Ricordo che la patata del Quartiere del Piave non è una novità di oggi – aggiunge Zaia – ed anzi entra a pieno titolo nel novero dei prodotti agroalimentari tradizionali del Veneto”.

L’area di produzione comprende i Comuni di Vidor, Moriago della Battaglia e Sernaglia della Battaglia, in provincia di Treviso, dove vi terreni che si sono rivelati particolarmente adatti alla produzione di tuberi di grande pregio in cucina. Ma il vero connubio che dà la qualità è quello tra terreno e uomo coltivatore. E’ la sua mano, la sua esperienza e il suo intuito che consentono di elaborare le pratiche agronomiche più adatte per ottenere una patata di altissimo livello qualitativo.

La produzione della patata del Quartiere del Piave fa perno su una coltivazione di tipo tradizionale sostenuta dall’uso di concimi organici, in terreni argillosi che assicurano un’umidità sufficiente alla sua maturazione, lavorati in maniera superficiale e leggera. Quando sia necessario combattere le peronospora, viene fatto un attento e parco uso di prodotti a base di solfato di rame e calce.

Nella stessa zona dove si produce la “patata del Piave”, nasce anche il prosecco vino che si sposa benissimo con tante preparazione dove la stessa patata è protagonista. A questo punto non rimane altro che scegliere cibo e vino dello stesso territorio.

Il club di Agosto fa tappa in Trentino

ALto Adige

Agosto è il mese giusto per trasferirci nei luoghi più freschi della nostra penisola. Il club, questo mese, si trasferisce in Trentino, dove il vino regala emozioni fresche e ricche di frutto.  La nostra consueta scelta si concentra su tre vini: uno spumante, un bianco e un rosso. Scelte in grado di soddisfare i palati più esigenti senza dimenticare l’importanza della “semplicità di beva”. È nella semplicità che troviamo eleganza e piacevolezza.

Il primo vino è uno spumante della azienda “Opera” che nasce nel 2006 in Val di Cembra. È la passione di due amici che realizza al progetto e dopo alcuni anni di ricerca, per capire come meglio valutare il territorio, l’azienda prende vita e si specializza in una produzione originale: spumanti. Perché originale? Perché “Opera” produce solo vini spumanti da uve che vivono in simbiosi col territorio dove l’azienda, appunto, risiede. Abbiamo selezionato per voi il “Trento doc brut” 2009 con sboccatura 2014 ottenuto da uve chardonnay. Troverete in questo spumante un naso pulito, intenso e persistente. Odori di burro, erbe aromatiche, lieviti, arachidi sotto sale, crema e frutta gialla matura che ricorda la pesca, l’albicocca, la banana e il mango. Ricami di rose e leggere tracce di confettura di pesca. Piacevole la sensazione delle bollicine al palato, freschezza e sale sul finale. Da abbinare a un aperitivo a base molluschi e crostacei o qualche pregiato salume.

Il secondo vino scelto è un Muller Thurgau della Val di  Cembra, la zona più vocata per questo vitigno. L’azienda è una delle più rappresentative per quanto riguarda il Muller. Stiamo parlando di “Zanotelli”. Viticoltori da generazioni con la volontà di rendere importante una realtà produttiva anche in condizioni difficili, curando ogni particolare dell’azienda, dal vigneto fino alla vinificazione, con il chiaro obiettivo di catturare in ogni calice la cultura vitivinicola cembrana. Un’azienda che non ha mancato di conquistare nel tempo riconoscimenti. Ecco com’è il Muller Thurgau 2013 secondo i nostri esperti. Il naso è piacevolissimo. Pulito, intenso e persistente. Immediato nell’espressione. Aromi di erbe aromatiche che ricordano l’origano fresco, il timo e dove non manca un leggero tocco mentolato. Sfumature sul finale di frutta tropicale, lieviti e rose. Bocca fresca, delicata astringenza sul finale. Amarognolo ben gestito in chiusura. Un vino che senza tecnicismi si può definire buonissimo senza mezze misure. Abbinatelo a risotti leggeri e piatti di pescato.

Infine, non poteva mancare il principe dei rossi di queste montagne: il teroldego. Questo vitigno dà il meglio di sé, solo qui, grazie anche alla particolarità dei terreni. Adatto all’invecchiamento è perfetto abbinato a piatti di carne rossa, salumi, formaggi di media stagionatura e paste al forno. Di quale teroldego stiamo parlando, direte voi? Abbiamo scelto quello prodotto dall’azienda “Zeni”. Azienda storica trentina che nasce alla fine del 1800 che nei secoli ha conquistato grande pubblico e appassionati. Pluripremiata e amata da molti di “Zeni” berrete il “teroldego 2012”. Un vino dal naso pulito, intenso e persistente e dal frutto vivo. Un frutto scuro, di prugne selvatiche e more, appena cedevole e “morbido” con il ricordo dei lamponi. Sottili ricami di spezie e fiori. Il palato avvolgente e strutturato dove la parte sapida gioca con gli equilibri tannici con quella sicurezza tipica del teroldego. Come può essere un vino così buono? Non basta solo il microclima e il terreno. Serve anche grande attenzione alla vigna tanto è vero che la prima ispirazione di “Zeni”, per i suoi vigneti, fu verso il sistema francese legato alla produzione di altissima qualità, e agli impianti esistenti nel Trentino alla fine del secolo scorso. Al di là della nostra degustazione, con questo vino berrete un pezzettino di storia trentina, assaggerete una storia cominciata più di un secolo fa.

Buon Ferragosto!

La ricetta della settimana: “passatelli con funghi porcini e speck del Sudtirol”

La ricetta di questa settimana è dell’Executive Chef Ivan Polveri dell’ Hotel Arizona di Igea Marina. (altro…)

VINITALY 2015 EDIZIONE SPECIALE

Il prossimo anno la sinergia tra Vinitaly e i saloni Sol&Agrifood ed Enolitech, in programma dal 22 al 25 marzo 2015, sarà ancora più stretta, per offrire ai professionisti del vino in arrivo da 120 Paesi una panoramica completa della produzione italiana, fatta di vini di qualità, tradizione alimentare e tecnologie innovative: un unicum inimitabile che segna la differenza tra Italia e resto del mondo. Già aperte le iscrizioni ed iniziata l’attività di incoming di buyer internazionali, in collaborazione con le associazioni di categoria e le aziende vitivinicole. (altro…)

Vinitaly Wine Club intervista Daniele Pelassa

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Daniele Pelassa intervistato da Vinitaly Wine Club.

Tra le nuove entrate nel nostro Wine Club abbiamo l’azienda piemontese Pelassa. Un’azienda che produce vini di qualità nel rispetto del territorio e con occhio attento all’eleganza. Una raffinatezza voluta dalla proprietà, perché così a loro piace, ma che è anche segno di distinzione che facilmente entra nelle corde del grande pubblico e non solo degli appassionati. Intervistiamo così Daniele Pelassa. Siamo andati a trovarlo nella sua casa/azienda nelle colline del Roero e abbiamo fatto due chiacchiere con lui per meglio capire prima ancora dello stile, ormai chiaro ai più, la filosofia aziendale. leggi intervista… (altro…)

Kerner, il vitigno degli appassionati diventa “oggetto” di attenzioni di molti

Kerner

Uva Kerner

Il Kerner, è un vino che solo fino a poco tempo fa lo si trovava nelle tavole di pochi esperti appassionati oggi, invece, comincia a catturare l’interesse da parte del grande pubblico che, una volta conosciuto, se ne innamora definitivamente. Il nome è dedicato al ricordo di Justinus Kerner, poeta e medico tedesco, grazie all’amico August Herold, che incorociò il vitigno schiava (bacca rossa) e il riesling (bacca bianca). Erano gli anni’30 e lo scopo di questo incrocio era di dare vita a un vitigno adatto ai climi freddi tedeschi e ai terreni di determinate zone del nord. Il risultato fu talmente positivo che il vitigno fu ufficializzato negli anni ’70 con conseguente successo anche sui mercati. Oggi il vitigno si coltiva principalmente in Germania e Austria mentre, in Italia, lo si trova nella zona dell’Alto Adige a circa 1200 metri sul livello del mare. Uno dei Kerner più rappresentativi è quello prodotto da “Abbazia di Novacella”. Il Kerner 2013 assaggiato ha un naso pulito con ricordi olfattivi di buccia di pera, erbe aromatiche, minerale di gesso e pietra e fiori di acacia e fiori bianchi. Bocca fresca, avvolgente e  ben ritamata da piacevole freschezza. Con una bella mescola di ricordi fruttati con leggere tracce di confettura e fiori di campoo ed erbe aromatiche. Perfetto per un aperitivo o da abbinare apiatti di uova, salumi leggeri, piatti di pesce e formaggi freschi.

CITTA’ DELL’OLIO LANCIA IL CONTEST PER FOODBLOGGER

Una sfida a colpi di ricette su sei grandi temi che raccontano la cucina italiana da Nord a Sud: si chiama I Magnifici Sei ed è il nuovo contest lanciato dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio in collaborazione con l’Associazione Italiana Food Blogger per valorizzare e promuovere i principi della Dieta Mediterranea.

Il concorso, che inizia oggi e terminerà alla mezzanotte del 1 novembre 2014, è riservato ai foodblogger iscritti all’associazione AIFB, che potranno pubblicare sul proprio blog al massimo 1 ricetta inedita per ognuno dei 6 temi proposti – quindi un massimo di 6 ricette – che potrà partecipare esclusivamente a questo contest: potranno essere ricette fedeli alla tradizione o realizzate con interpretazione creativa e personale ma sempre rispettando il tema proposto. Per partecipare al concorso dovranno poi linkare la ricetta dal proprio blog al post del concorso, inserendo il banner del Contest nella sidebar al termine del post. (altro…)