Vini on line

Il Club del mese di settembre fa tappa nella Marche

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Il club di questo mese vede i nostri sensi impegnati con i vini delle Marche che, da un punto di vista vinicolo, ha sempre regalato grandi sorprese. Una regione che grazie alla particolarità del territorio e del microclima ha sempre originato vini bianchi di spessore e rossi di classe. Le Marche si dividono tra il mare Adriatico e gli Appennini, tra colline di natura argillosa e materia alluvionale man mano che la stessa collina degrada verso il mare. Quando si sente il nome di questa regione, la prima cosa che sovviene alla mente è il Verdicchio ma non dobbiamo dimenticare che le Marche sono anche patria di altrettanti vini famosi: Lacrima di Morro d’Alba, Vernaccia di Serrapetrona, Pecorino e Passerina.
Senza dimenticare le denominazioni: Rosso Conero e Conero Riserva Docg, che rappresentano un’importante produzione di vino rosso ottenuto uve Montepulciano vinificato in sette comuni nella provincia di Ancona. I vini scelti per il club di settembre sono prodotti da aziende di rilievo, conosciute per la qualità di produzione e per il rispetto del territorio.
Vediamo le scelte.
La Gran Cuvée dell’azienda Velenosi è un metodo classico ottenuto da uve Chardonnay e Pinot Nero vinificati in bianco. Uno spumante che si distingue per finezza e complessità olfattiva. Dove è facile riconoscere sentori di lieviti, crosta di pane, crema pasticcera, ribes, uva spina e un tocco di frutta tropicale. Il palato gioca su note fresche e finale sapido con note complesse di frutta. Un vino dal palato denso, ricco di note aromatiche contrastanti. Questo vino grazie alla sua eleganza e forza d’espressione è adatto per aperitivi importanti o da tutto pasto con piatti di pescato, crostacei e molluschi.
Come secondo vino abbiamo scelto il Verdicchio di Villa Bucci, storica azienda marchigiana che si trova in provincia di Ancona. I suoi vigneti si trovano su un suolo tendenzialmente argilloso con stratificazioni variabili di calcare. Il connubio argilla/calcare regala ai vini bianchi, struttura e finezza nei profumi. Il vino proposto è il Verdicchio classico superiore dei Castelli di Jesi. Sentori di agrumi e frutta tropicale, di erbe aromatiche, mandorle, muschio e fiori bianchi. Camomilla, ginestra e sfumature di vaniglia ad arricchire il quadro olfattivo. Bocca fresca, dinamica, intensa e molto persistente. Piacevole sapidità. Finale di mandorle e pepe bianco. Un vino perfetto per piatti di pescato, salumi, minestre e risotti.
Infine il Pelago della storica Umani Ronchi. Forse molti di voi ricorderanno questo vino quando usci sul mercato per la prima volta verso la fine degli anni ’90. Un uvaggio tra Montepulciano, Merlot e Cabernet Sauvignon in un gioco di equilibri che manteneva la personalità delle uve autoctone, amplificate dal carattere di quelle bordolesi.
Questo vino è prodotto solo nelle migliori annate ed è vincitore di premi e riconoscimenti importanti. Vibra di sentori di bacche verdi, frutta nera e rossa fresca, di fiori di rose, iris e viole.  Sfumature speziate di pepe nero, cannella, caffè e vaniglia. Tratti minerali. Appena ferroso. Il corpo è voluttuoso, agile, ricco di freschezza e tannino piacevolissimi. Da abbinare a piatti di carne pregiata.

Dolce o secca è sempre Albana

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Grappolo di Albana

Quest’albana com’è, dolce o secca? In realtà è molto di più. A volte il consumatore può fare un po’ di confusione sia sulla territorialità sia sulla tipologia. Chiariamoci un po’ le idee. (altro…)

Tenuta Patruno Perniola: passione per il territorio

La Tenuta Patruno Perniola è una cantina pugliese che abbiamo selezionato durante il nostro girovagare tra fiere e manifestazioni dedicate al mondo del vino. Ci piace cercare continuamente vini validi, originali e al giusto rapporto qualità/prezzo da proporre ai nostri affezionati. La Tenuta Patruno Perniola entra a far parte delle aziende che proponiamo nella nostra enoteca online. La passione  che quest’azienda mette nel proprio lavoro e la qualità dei vini meritano attenzione. L’azienda, che ha una tradizione vinicola fin dal 1800, si trova a Gioia del Colle in provincia di Bari. Una piccola realtà imprenditoriale che fa del proprio territorio di origine una passione con l’obiettivo di preservare e valorizzare le caratteristiche dei vitigni autoctoni. Vediamo nel dettaglio la degustazione dei vini che troverete online… (altro…)

CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO: STABILITA’ E DIFESA DELLA QUALITA’

marchio consorzioIn un’annata tanto difficile per la viticoltura del Nord Italia, interessata da un clima tutt’altro che estivo, quello del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore si rivela un territorio capace di esprimere unità di intenti su prezzi e qualità. Tutti gli attori della filiera produttiva stanno lavorando giorno dopo giorno per una vendemmia 2014 di alto livello e per continuare a garantire al consumatore la migliore qualità ed il miglior prezzo del prodotto.

Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Confcooperative e Unindustria, hanno preso atto della necessità di creare le condizioni perché non vi siano tensioni di mercato e si accompagni la naturale stabilità produttiva ed economica che l’intera filiera auspica per questa vendemmia. (altro…)

COCOFUNGO 2014 SPOSA LA CUCINA VEG!

Partirà da Venezia la storica rassegna che ha reso il fungo ambasciatore di culture e tradizioni. La nuova edizione interpreterà la filosofia del vegetarianismo con proposte ad hoc e una serie di ricette tutte da provare. E, tra le novità del 2014, anche l’ingresso del ristorante Marcandole di Salgareda nel gruppo dei ristoranti del Cocofungo.

Partirà da Venezia, e interpreterà il fungo come non lo avete mai visto prima. Torna Cocofungo,  rassegna gastronomica trevigiana che nella nuova edizione presenterà tante gustose novità. Dopo aver raccontato il fungo in versione street-food, i ristoratori Cocofungo si apprestano a celebrare le proprietà salutistiche di questo prodotto autunnale, con una edizione che parlerà anche veg!

L’evento, infatti, riserverà un’attenzione particolare a questa filosofia alimentare, per permettere a tutti di conoscerla da vicino. Accanto alle classiche proposte che includeranno carne e pesce, in ciascuno dei menu sarà dunque presentato un piatto vegetariano che interpreterà la sensibilità di ogni chef. Ciascuna delle serate in programma dal 25 settembre al 31 ottobre andrà così a comporre, a fine rassegna, un menu vegetariano tutto da scoprire, realizzato esclusivamente con prodotti di qualità, a km zero.

L’edizione 2014 segna  una nuova, grande entrata: il rinomato ristorante Le Marcandole di Salgareda (Tv). Nato negli anni Trenta tra i vigneti e i campi coltivati che si trovano a pochi passi dall’argine del fiume Piave, Le Marcandole è un prestigioso e raffinato ristorante, che propone menù di qualità e predilige i piatti a base di pesce. Nel tempo questo locale è divenuto uno dei punti di riferimento dell’enogastronomia del nord est italiano, conquistando il favore e gli apprezzamenti della critica.

Proprio alle Marcandole, dei fratelli Roberta e Alessandro Rorato, spetterà il privilegio di aprire la manifestazione che quest’anno si inaugurerà in una location d’eccellenza: il Casinò Municipale di Venezia. Le prime due tappe, quella del 25 e 26 settembre, si terranno infatti in questo luogo magico della città lagunare che, per la prima volta, ospiterà la kermesse trevigiana dedicata al fungo.

L’evento, la cui organizzazione generale è ancora una volta curata dall’Agenzia Eventi di Conegliano, proseguirà l’1 e 2 ottobre a Casa Gobbato, Volpago del Montello con il ristorante Da Celeste.

Dal 9 al 12 ottobre toccherà al ristorante Miron di Nervesa della Battaglia stupire gli ospiti, mentre il 15 e il 16 ottobre la rassegna varcherà i confini nazionali per approdare a Monaco di Baviera, in Germania, all’osteria Der Katzlmacher. Il 17 ottobre ai gourmet di Cocofungo sarà dedicata la serata del ristorante Barbesin di Castelfranco Veneto. Il 24 ottobre la rassegna andrà in scena al Ristorante Sansovino Castelbrando Da Palazzi di Cison di Valmarino. L’edizione 2014 si concluderà con tre cene da non perdere: quelle del 27, 30, 31 ottobre Da Gigetto, a Miane.

Dopo aver per anni valorizzato il fungo come ingrediente light, profumato e versatile  e come simbolo della cucina delle Prealpi trevigiane, da quest’anno la rassegna Cocofungo vuole diventare il palcoscenico in cui proporre un’alternativa veg,  incontrando così i gusti di coloro che anche al ristorante vogliono seguire diete vegetariane e correttamente bilanciate, con menu saporiti e sorprendenti che sapranno conquistare il palato degli appassionati gourmet di ogni genere.

Funghi ecco gli abbinamenti per questo prodotto della terra. Di solito per il fungo ben si adattano bianchi fermi dall’intensità aromatica media. Dipende dai funghi naturalmente e a quali altri cibi si accostano. Nella nostra enoteca on-line avete l’imbarazzo della scelta.

Tartare di tonno rosso con guanciale di maiale croccante

Lo Chef Tomek Korniluk

Questa settimana la nostra ricetta varca i confini nazionali. Ci trasferiamo in Polonia per conoscere la ricetta proposta dallo chef  Tomek Korniluk  del ristorante “Żurawina Restaurant” di Varsavia.

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Il Premio Nazionale Galvanina “Miglior Chef 2014” a Carlo Cracco

Rimini – Lo abbiamo conosciuto alle prese con severi giudizi su esecuzioni e dosaggio di ingredienti sotto i riflettori del celebre Talent di Masterchef. Allievo di due mostri sacri della cucina come Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse, Carlo Craccorappresenta la moderna evoluzione del cuoco nei primi anni del ventunesimo secolo: in costante sperimentazione, in giro per il mondo alla ricerca di nuove esperienze, imprenditore, testimonial, sguardo rivolto al sociale. Lo chef vicentino è un concentrato di attivismo e di nuovi stimoli, Ambasciatore della Regione Lombardia per Expo 2015, dal febbraio scorso ha aperto “Carlo e Camilla in segheria” a Milano, per citare le sue ultime due sfide.

E in questa un’agenda in eterno movimento e fitta di impegni, alla data domenica 7 settembre c’è segnata anche la località di Rimini che gli tributerà il prestigioso “Premio Nazionale Galvanina” nella sezione Cucina. L’occasione è la quattordicesima edizione del Festival della Cucina Italiana (5-7 settembre 2014) in programma sulle colline riminesi, tre giorni con il meglio del cibo e del vino. Cracco raccoglie il testimone da altre illustri firme della cucina italiana: tra gli ultimi, Gianfranco Vissani (2010), Gino Angelini (2011), Pino Cuttaia (2012) e Niko Romito (2013) a cui in particolare il “Premio Nazionale Galvanina” fu foriero di soddisfazioni visto che poche settimane dopo arrivarono le Tre Stelle Michelin.

Chi è Carlo Cracco (altro…)

Il naso elettronico ci aiuterà in cucina?

Tra non molto tempo andremo a fare la spesa con in tasca uno strumento di grande utilità: il naso elettronico. Secondo le ultime ricerche del settore, il naso elettronico sarà una realtà che tutti potremo usare e ci farà capire, semplicemente spingendo un tasto, se gli alimenti sono freschi o se sono in qualche modo sofisticati. L’olfatto è sempre stato il più misterioso dei cinque sensi umani. Due scienziati americani, vincitori tra l’altro del premio nobel per la medicina, sono riusciti a capirne il funzionamento creando così un prototipo di naso elettronico. Inizialmente era, per così dire, un naso rudimentale, in grado cioè di ripercorrere solo alcune dei milioni di strade aromatiche che ogni giorno invadono le nostre narici. Ultimamente, però, l’avanzare della tecnologia ci porta ad usufruire di nasi talmente sofisticati in grado di distinguere con esattezza la tipicità di un prodotto. Non si tratta di fantascienza ma di scienza, infatti, l’accademia nazionale dell’agricoltura in collaborazione con l’università di Bologna ha messo appunto un naso in grado di verificare il punto esatto di (altro…)

“Palacinca”, la crespella dolce e salata che si perde nella notte dei tempi

La palacinca è una crespella, dolce o salata, che porta con sé una storia che si perde nella notte dei tempi. Le prime notizie al riguardo le troviamo in una iscrizione romana risalente al III secolo a.C.: periodo in cui la bontà di questo cibo raggiunse il Lazio a seguito delle campagne di guerra in Grecia dove, con il nome di plakoùnta,  si indicava una focaccia. La civiltà Ellenica conosceva già le proprietà nutritive di questo impasto di uova, farina, latte e grasso animale cotto sopra una piastra rovente. Un procedimento attraverso il quale le donne davano vita ad una specie di frittellone ovale che poi, una volta farcito col miele e ripiegato in quattro parti come un fazzoletto, lo davano ai guerrieri per tonificarsi prima di andare in battaglia. (altro…)

La patata del Piave: le bontà di Marca che stupiscono

Venezia, 13 agosto 2014

“I sapori e le bontà della Marca non finiscono mai di stupire. La patata del Quartiere del Piave è tra queste e sono lieto che chef e media dedichino a questo prodotto tutta la considerazione e l’attenzione che merita”. Il presidente del veneto Luca Zaia commenta con queste parole lo spazio dedicato dalla stampa locale a questa “scoperta”, oggi tanto apprezzata che la produzione viene praticamente, venduta in campo, spuntando ottimi prezzi.

“Ricordo che la patata del Quartiere del Piave non è una novità di oggi – aggiunge Zaia – ed anzi entra a pieno titolo nel novero dei prodotti agroalimentari tradizionali del Veneto”.

L’area di produzione comprende i Comuni di Vidor, Moriago della Battaglia e Sernaglia della Battaglia, in provincia di Treviso, dove vi terreni che si sono rivelati particolarmente adatti alla produzione di tuberi di grande pregio in cucina. Ma il vero connubio che dà la qualità è quello tra terreno e uomo coltivatore. E’ la sua mano, la sua esperienza e il suo intuito che consentono di elaborare le pratiche agronomiche più adatte per ottenere una patata di altissimo livello qualitativo.

La produzione della patata del Quartiere del Piave fa perno su una coltivazione di tipo tradizionale sostenuta dall’uso di concimi organici, in terreni argillosi che assicurano un’umidità sufficiente alla sua maturazione, lavorati in maniera superficiale e leggera. Quando sia necessario combattere le peronospora, viene fatto un attento e parco uso di prodotti a base di solfato di rame e calce.

Nella stessa zona dove si produce la “patata del Piave”, nasce anche il prosecco vino che si sposa benissimo con tante preparazione dove la stessa patata è protagonista. A questo punto non rimane altro che scegliere cibo e vino dello stesso territorio.